Youthanasia [ITA–Trash Metal]

Youthanasia

[ITA – Trash Metal]

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YOUTHANASIA FT. FRIEDMAN!

Franco Colicchio – Voce

Valerio Carapezza – Chitarra

Simone Mochi – Basso

Stefano Marabelli – Batteria

 

La migliore tribute band dei Megadeth in Italia. Riproducono alla perfezione le atmosfere e le canzoni della leggendaria trash metal band statunitense. Nel repertorio tutti i pezzi più belli, da Simphony of Destruction, a Peace Sells, ad Hangar 18. Il 1 maggio del 2011 si sono esibiti allo Stonehenge di Terracina subito dopo la clinic con Marty Friedman, storico chitarrista della band americana.

I quattro romani hanno in serbo grosse soprese per il futuro per il loro progetto di musica originale. Teneteli bene sott’occhio e non fateveli scappare.

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BOOKING
Fabrizio Borgosano

Coral Riff Booking & Management

Via dei Narcisi, 19 – 00172 – Roma (RM)

booking@coralriff.com

Tel: +39-340-6953499

06-96037229

Web Address: http://www.coralriff.com

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Sienna [NOR – Elettronica Psichedelica]

 

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Sienna @ Masseria Sant’Agapito, Lucera (FG)

Lei è una sognatrice risvegliata, un contrasto sfocato di più stili, una illusionista dai suoni vivaci, una tradizionalista moderna ed un riflesso dell moderne culture crossover. Il groove elettronico fiorente e suggestivo, dove l’oriente incontra l’occidente in un modo bizzarro: è Siennà.

Questa artista norvegese originaria della antica Kyoto (GIappone), compone per raccontare storie oniriche, suona i sintetizzatori ad orecchio, canta a cuore aperto, e si avvicina con tanto fuoco nel ventre. E’ stata paragonata agli Underworld, Bjork, Eat Static, Robert Miles e Ryuichi Sakamoto.

Comunque, il tutto non va a commistionarsi in un solo posto del suo mondo. I suoi sound preferiti spaziano in un raggio che va dall’elettronica in stile libero, alla house, alla alternative, al nujazz, all’ambient, alla musica classica tradizionale del Giappone. Lei rimodella il tutto senza fatica fondendo in maniera intelligente i vari generi in soundscapes elettronici sognanti e nei live fa alcuni strani colpi di scena. Sin dal suo debutto nel 2005, ha pubblicato 3 cd ed è ormai ben considerata nella scena dell’underground grazie al suo originale approccio all’elettronica moderna.

La sua performance dal vivo è accompagnata da una band norvegese composta da Kristian Wentzel (tastiera) ed Hallvard Gaardlos (basso), con esperienze musicali dal funk, al blues, al rock, al jazz, al pop. Finora hanno creato le dancefloor alternative perfette per ogni sorta di pubblico. I loro fan, in Gran Bretagna, Polonia, Giappone e Norvegia, amano Siennà e la sua dinamica della combinazione unica.

SOME OF THE HIGHLIGHTS SO FAR:
– Mini club tour in London (UK): November 2008 / June 2010 / May 2011
– No.1 on Sonic Universe/Soma FM’s Top 30 by listeners: June 2009 – Monthly featured artist on Woman`s Radio WRMusicreview.com: March 2009 – Invited to If Summer Ends Festival in Chorzów (Poland): March 2009
– Frequent appearances in Norway and Japan: 2007 – 2010 – Featured “pre-loaded” artist on Philips Electronics´ MP3 players and audio-devices on worldwide campaign for Philips MP3 product Go Gear in 2006 – Featured artist on ArtistDirect-ubl.com as the best and brightest artist: January 2006
– Received radio/podcast attention from BBC6 Music Introducing (UK), Resonance 104.4FM (UK), WCVF-FM (USA), CRMK 89.8FM (UK), NRK P1 P2 & P3 (Norway), XStream East Radio (UK), UK Jazzradio (UK), BlackChannel (Germany), WomensRadio (USA), Sonic Universe (USA).
– Worked for/with Nils Petter Molvaer (Norway), Mick Karn (UK), The Square (Austria), Juju & Jordash (Netherland), Stefano Panunzi (Italy), Tato (China/Mexico), Zeromancer (Norway), Hanaumi (Norway), Heat From A Deadstar (UK), The Gift Project (Italy), Fred Di Crasto (France), and visual artists from Croatia, Vjeran Cengic, Branka Radnic, Predrag Arsovski.

DISPONIBILITA’ 2011

27/30 DICEMBRE

siennà

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ITALIAN TOUR Estate 2011

1 SETTEMBRE – MASSERIA SANT’AGAPITO, LUCERA (FG)

2 SETTEMBRE – MARTE, CAVA DE’ TIRRENI (SA)

4 SETTEMBRE – CAFE’ LIBER, TORINO

sienna loc tour

Presentazione in pdf.: Siennà [JAP-NOR Elettronica Psychedelica]

 

QUALCHE VIDEO

 

Siennà–Dance of the white rhytms

 

BOOKING
Fabrizio Borgosano

Coral Riff Booking & Management

Via dei Narcisi, 19 – 00172 – Roma (RM)

booking@coralriff.com

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Baba Yoga [Elettro-Psychedelic-Prog-Rock]

BABA YOGA

[Elettro-Psychedelic-Prog-Rock]

Un terremoto live

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DANILO CHERNI: sintetizzatori, campionamenti, loops
GIANFRANCO SALVATORE: basso, elettronica
LEONARDO CHERNI: chitarre
LUCA CAPITANI: batteria
CATERINA GENTA: vocals

Amico e collaboratore di Joe Zawinul, produttore discografico di Steve Lacy, fondatore degli Avion Travel, autore per Mina e altri miti pop, inventore del festival “La Notte della Taranta”, compositore di colonne sonore, biografo di Frank Zappa e Charlie Parker, studioso di Pink Floyd e Miles Davis, Gianfranco Salvatore è una leggenda della musica italiana. Con la creazione di Baba Yoga ha deciso di rinunciare al ruolo di “eminenza grigia” e mettersi in gioco fino in fondo, scrivendo, suonando e producendo una serie di dischi che vanno dall’ethno-jazz alla psichedelia elettronica. Già ascoltato all’oud turco, al calascione barocco e ai sintetizzatori più estremi, oggi si considera un bassista punk.

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DISPONIBILITA’

APERTA

Danilo Cherni, co-leader di Baba Yoga, è uno dei più eclettici musicisti del panorama contemporaneo: allievo ideale di Brian Eno, interprete del repertorio dei Pink Floyd con i FluidoRosa, sonorizzatore ambientale con grandi artisti visivi come Mario Airò e John Körmeling, tastierista degli storici Goblin (e perfino pianista di Antonello Venditti…), la sua immensa esperienza ne fa “il” tastierista italiano nel senso più vasto del termine. Spazia dalla psichedelia al krautrock, dall’ambient al prog, fino alla sperimentazione pura.

Caterina Genta ha studiato alla scuola berlinese di Pina Bausch come danzatrice, ma ha anche una florida carriera come attrice e cantante. Ha cominciato a collaborare con Baba Yoga come coreografa e performer per il progetto Meditactions, inaugurato al festival di Roccella Jonica nel 2006, e oggi di prossima pubblicazione in Dvd. È la perfetta sintesi di chanteuse mitteleuropea, icona post-punk e artista totale.

Con loro suonano alla chitarra Leonardo Cherni, considerato dagli intenditori come il “Dave Gilmour” italiano, e alla batteria Luca Capitani, che ha già fatto il terremoto sotto tutte le glorie – dalle più “provinciali” alle più internazionali… – del rock: cioè da Little Tony a Jovanotti, e dai Cugini di Campagna al mitico Steve Vai.

Francesca Grispello – L’Isola che non c’era

“Le opere di acidissimo taglio psichedelico dell’artista Ale Sordi illustrano, casomai la musica non bastasse per il “viaggio”, il quarto lavoro dei Baba Yoga, visionario ensemble che s’è lasciato alle spalle ogni possibile etichetta. Il progetto concepito dal musicologo e musicista Gianfranco Salvatore e da Danilo Cherni, arricchito via via da ospiti di riguardo ben scelti propone una sorta di sciamanico tour de force sfruttando ogni interstizio possibile tra le musiche: il jazz, il rock di ricerca di ascendenza britannica e tedesca, l’ambient music, la flessuosità di tante note mediterranee, la battuta scandita che fa volare con piume malinconiche i Massive Attack (si ascolti, a proposito, Emanation, con la voce di cristallo di Caterina Genta). Un gran disco, che lascia trapelare nuove prospettive di “paesaggio sonoro” a ogni ascolto”.

Guido Festinese – “Alias” de Il Manifesto

“Una sacra triade metamorfica che assume le sembianze di tigre, pappagallo e rana e ci racconta di un universo sonoro multietnico che si muove tra mistica e psichedelia. Pezzi a carattere onirico spinto conducono verso una sorta di trance attraverso un tripudio di suoni sintetizzati. E’ un viaggio lisergico che ci immerge in liquidità dinamiche che si mescolano fino a creare colori tenui e dilatati di una realtà virtuale affascinante e impalpabile. In questo incalzare di loop, governati dai due leader Gianfranco Salvatore e Danilo Cherni, si notano gli importanti apporti di Lutte Berg alla chitarra, Daniele Tittarelli al sax e Caterina Genta ai vocalizzi.”

Roberto Caselli – JAM

“Mettete le cuffie e preparatevi a un ascolto trascinante come una malia. I Baba Yoga ci propongono un nuovo lavoro musicale che apre orizzonti poco indagati e dal sapore insolito. Qui non ci sono discriminazioni, tutti gli strumenti musicali trovano la loro giusta collocazione. Le più tribali percussioni si alternano ai sintetizzatori, un sassofono di chiara impronta jazz si giustappone ai suoni artificiali di campionamenti e loop, una chitarra elettrica di inconfondibile sapore rock si armonizza con i ritmi di un’Africa ancestrale e misteriosa. Un ascolto che ci apre i percorsi più inesplorati di un sound audace, che non teme limiti e che è pronto ad ogni contaminazione. Otto tracce disegnano così un viaggio da percorrere con il coinvolgimento di tutti i sensi attraverso le terre del rock e dell’ambient, del jazz e dell’elettronica, del Mediterraneo e dell’Oriente, dell’Africa e della techno, del funk e del pop. E in questo viaggio non dimenticate di portare con voi il libretto del cd, le cui immagini, dell’artista Ale Sordi, evocano sensazioni ipnotiche di grande suggestione.”

Vera Risi – Il Fatto Quotidiano

“Il gruppo Baba Yoga è certamente una delle formazioni più vive ed interessanti della nuova scena musicale italiana. Molte le componenti che ne fanno una band di grande interesse: l’atipicità dell’organico con l’utilizzo sapiente dell’elettronica, il repertorio solitamente basato su originals, l’apporto in qualità di ospiti di musicisti sempre di straordinario livello. Gli “strumenti” con cui si approccia un disco di jazz, non valgono quando si tratta di Baba Yoga: come nei precedenti tre album, Gianfranco Salvatore, Danilo Cherni e Armando Vacca non rinunciano alla loro stella polare e ripresentano una musica assai difficile da etichettare in cui suoni etnici, inflessioni rock, atmosfere tecno-funky, accenti jazz si mescolano sapientemente per dare luogo ad un qualcosa di nuovo affascinante e trascinante. I due leaders – Salvatore e Cherni – sanno bene cosa vogliono e riescono ad ottenerlo dando sempre l’impressione di avere perfettamente in mano la situazione. E ciò grazie alla sapiente tecnica con cui riescono a convogliare i diversi apporti strumentali e vocali all’interno della trama da loro ordita: così in “Emanation” di chiara ispirazione rock la voce di Caterina Genta convince appieno mentre nel pezzo conclusivo “Trinity” si ha il piacere di ascoltare il grande vocalist senegalese Badara Seck; dal punto di vista strumentale magnifici gli assolo del chitarrista Lutte Berg impiegato in due brani e del sassofonista Daniele Tittarelli presente in quattro pezzi, tutti comunque perfettamente in linea con l’estetica “dettata” da Baba Yoga.”

Gerlando Gatto – Online-jazz.net

“Nella connessione tra alto e basso, sacro e profano, colto e pop, i Baba Yoga possono ricordare il Battiato della svolta di fine anni ’70 o, per restare a proposte più recenti, i Radioderwish. Eppure c’è qualcosa di diverso, e decisamente peculiare, nelle sonorità del gruppo. Anzi, chiamarlo gruppo è riduttivo: Baba Yoga è un progetto culturale, ancor prima che musicale, figlio dell’eclettismo e della vicenza personale e professionale di Gianfranco Salvatore. Figura sui generis nel panorama italiano, musicologo e intellettuale di preparazione finissima, egli racchiude in sè i numerosi tasselli che compongono Baba Yoga.

Con “The Tiger, the Parrot and the Holy Frog” prosegue il viaggio della formazione, che vede all’opera Salvatore con il formidabile Arnaldo Vacca e Danilo Cherni, più un team di ospiti (tra i quali Lutte Berg e Daniele Tittarelli) che arricchisce l’album. E’ un ‘opera complessa nella stratificazione di diversi “generi” musicali, nella congiunzione di differenti aree espressive: una sorta di “macchia” pulsante che gioca molto sul profilo mistico di un sound che è anche esotico, sensuale, travolgente.

“The Tiger” e “The Parrot” sono un ideale aggiornamento dell’etno-jazz psichedelico degli Embryo, “The jungle speech” un’ipotesi di techno-pop ai confini del nu-jazz. Tra questi poli si muove il disco, che spazia tra elettronica “dolce” e avvolgente, quasi alla Air/Sigur Ros (vedi “The Frog”), echi crimsoniani mai aspri, anzi avvolti in una suggestiva nube sonora che conquisterà gli orfani della grande stagione cosmica tedesca (“Incarnation” è deliziosa in tal senso). “Emanation” si candida a “primo esempio di pop neoplatonico”, perfetta per i sostenitori di Portishead e Massive Attack; Badara Seck lega futuro e passato nella magnetica “Trinity”, una sorta di “Future primitive” (Santana) atto II nel suo unire la trance percussiva con suoni elettronici e trasfigurati.

Un ottimo album di frontiera, sia geografica che temporale, per un ensemble tra i più originali ed intriganti in Italia.”

Donato Zoppo – Movimentiprog

“E’ un lavoro con una forza evocativa, intensa, stupefacente ed ammaliante. Un progetto questo dei Baba Yoga che è un ulteriore prova di come possano coesistere suoni diversi accomunati dal medesimo spirito di ricerca e di sostanza, in un’atmosfera densa di emozioni che si fondono attraverso una ricerca fra elettronica, psicadelica e radici etniche.

Fra un caleidoscopio di strumenti diversi, campionamenti e loops ci si inoltra in una giungla di suoni dove i tre animali (la tigre, il pappagallo e la rana) rappresentano metaforicamente, una triade divina immersa in un mondo fantastico con tutti i suoi suoni, i colori e gli umori della giungla.

Un gruppo i Baba Yoga ben amalgamato con trame sonore tessute con i ritmi ipnotici e suggestivi, voci filtrate dosate con saggezza, tracce evocative di respiro ambient, etno e sperimentale come in The Jungle Speech un brano che ricorda la spiritualità dei Dead Can Dance. Tutte le tracce sono belle ed intense, da Incarnation selezione tirata e ritmata a Emanation delicata canzone di estrazione e ambientazione trip hop, con la sensuale voce di Caterina Genta. Ma la forza reale di questo album è nel perfetto bilanciamento sonoro dei Baba Yoga, una formazione che vede nei fondatori Gianfranco Salvatore e Danilo Cherni il punto di forza, insieme ai corposi innesti del chitarrista Lutte Berg (musicista con origini calabro-svedesi impegnato al momento con l’etichetta del grandissimo John Zorn) e del sassofonista in grande ascesa Daniele Tittarelli 8collaboratore di Roberto Gatto ed Enrico Rava). Alle percussioni troviamo Arnaldo Vacca e ancora alla voce c’è un magico tocco di esotismo tribale con Badara Seck in Trinity, il brano di oltre dieci minuti, il più lungo dell’album, per un totale di otto tracce.

Sperimentazione e suoni possibili in questo album dei Baba Yoga, stati d’animo e sensazioni sopite che emergono prepotenti in un vortice di emozioni che avvolgeranno l’ascoltatore lasciandolo meravigliato dall’esitenza di questi suoni così magici ed avvolgenti.”

Fabrizio Borgosano

Coral Riff Booking & Art Management

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