Archivi categoria: Satira

NEL RESPIRO DI MARE

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Un raccontro di Mario Cardinali

La costa livornese. La mia costa. Quella d’Antignano, da ragazzo. Allo scoglio della Nave, lo Scoglione, subito dopo villa Liscia. Quella villa e pochissime altre abitazioni, allora, nei primi anni Cinquanta, quando ad Antignano s’arrivava  in bicicletta. Con tanta terra libera dintorno, assolati campi d’erbe fra la collina e il mare. E in mare, sul mare, uno scintillare d’onde sotto il sole, e pesci e ricci e granchi e polpi e gamberi e padelle e tant’altre creature vive e vere, e scogli politi e aguzzi e ghiaia di spiaggia calda sulla pelle ed alghe ad imbrunir la riva, un po’ più giù dove poi ci hanno alzato il Rex, quell’albergo tutto di cemento.
A quei tempi no, tutto libero e fatto d’aria pura, in terra in cielo e in mare. Né case né alberghi né distributori di benzina né bar né ristoranti né altro di ciò che sempre poi ti cambia i luoghi dell’adolescenza.
Ma resta il ricordo, di quell’adolescenza allo Scoglione. I tuffi, le nuotate, i giochi, i pesci presi anche con le mani, nelle secche serali della marea calata. E i lunghi languori nei meriggi di sole e di salsedine dopo il bagno, a perder coscienza di sé nel dormiveglia sdraiati sulla ghiaia, a sentirsi e scoglio e mare e cielo come nel Meriggio dannunziano.
E i primi amori. Anche quelli mai detti, rimasi muti come un grido che non hai gridato. C’era una biondissima fanciulla, occhi celesti ed armonioso corpo di giovanissima sirena, denti di neve e risa come musica di vita. M’incantavo a guardarla. E sussultavo al vederla, a salutarla con un breve emozionato ciao. Innamorato solo. Come succedeva ai quindici-sedici anni, come si conveniva al romanticismo che t’esaltava e t’immalinconiva dentro, a quell’età.
L’ho rivista tanti, troppi anni dopo, quella biondissima sirena. Come da copione. Signora matura, sposa e madre. Ma quella luce negli occhi sempre viva, quel sorriso ora quasi di Gioconda. Mi ha salutato lei, in una sala d’attesa con tant’altra gente.
– Mario, come stai?
Un tuffo al cuore, come a ritrovare ancora i sedici anni. E gliel’ho detto, infine, nel breve ricordo di quei tempi. Come in un gioco di ragazzi che gioco restava per non sciupare nulla.
– Ma lo sai che m’ero innamorato?
– Davvero? – m’ha sorriso aperta. – Me lo potevi dire! Eri un così bel moretto…
Che lì per lì ti mordi il labbro e pensi che po’ po’ di scemo, ma poi la vita t’ha insegnato che a volte sono gli amori non vissuti quelli più grati al ricordo d’antiche emozioni che poi non hai sciupato.
Come poi la “civiltà” te l’ha sciupata, invece, quell’antica costa d’Antignano. Erosa dal mare in basso, adesso, e in alto mangiata dalle costruzioni. E segnata dagli amori consumati in auto, davanti all’orizzonte non per immalinconirsi al calar del sole e stringersi l’uno all’altra come a fermare quella luce dentro, ma per buttare giù, in terra fra i cespugli o sugli scogli sotto, il preservativo col risultato dello sfogo dentro.
…E c’era Sirio, a quei tempi, ribattezzato Fischio per la valentìa nella sonorità del fiato espulso delle labbra, e c’era Trilli, il gabbianino ferito che Fischio aveva curato e ridato libero al cielo del suo mare. Ed ogni volta che un gabbiano passava di lì sopra, Sirio fischiava e lo chiamava: – Trilli!… Trilli! – come in un gioco di malinconia.
…E c’erano le francesi, le due prime straniere arrivate un’estate a bagnarsi proprio lì, da noi. E ritornate poi l’estate dopo. A nuovamente professarsi parigine. E tutti a curarle e circuirle. Bruttine assai, ma roba d’altri mondi, a quei tempi, d’un mondo in cui già era straniero chi comunque non fosse di Livorno.
…E c’era anche qualche poesia, a volte. Ne ricordo una, “Catarsi“, a rimare del mio lavacro di corpo di fuori e d‘anima di dentro, sotto  la pioggia davanti al ribollir del mare di libeccio. D’inverno, è chiaro. Quando allo Scoglione ci andavo a ritrovare un’inquietudine vitale.
.. Ed altre spiagge, poi. Altri scogli, anzi. Ché per un livornese il mare è la scogliera. Come alla Cala del Leone, sotto il Sonnino, anche lì per stringersi d’amore nelle scendere giù per il dirupo in due, a rubarsi abbracci e baci.
…E qualche stabilimento balneare, a volte, sulla costa cittadina. Ma troppa gente, troppo chiasso, troppo spettegolar di sguardi a impedirti di respirar la vita.
..E gli ultimi scogli, infine. Quelli del Boccale, i primi sul Romito. A iniziarmi sul finire degli anni Settanta ai bagni invernali, a proseguirli per quasi trent’anni e a risentirmi vivo in altre conoscenze, amicizie care ed anche qualche amore. Di quelli forti ed esaltati, come succede quando a più di sessant’anni riscopri il turbamento di labbra di velluto e ti tuffi in mare e nuoti e nuoti come a celebrar la gloria d’una vita che ritorna e nello sfinirti il corpo t’esalta carne ed anima di dentro.
E sai che è l’ultima, di vita. Cominciata sulla costa di Livorno, e nel respiro di mare seguitata.

 

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Sotto questo sole

Scoperto un pianeta identico alla Terra. Ora i cinesi stanno esagerando.

La Nasa annuncia: “Nello spazio c’è un altro pianeta Terra”. È un modo gentile per dirci che dobbiamo levarci dai coglioni.

C’è un pianeta identico al nostro alla distanza di 1400 anni luce. O un buontempone ha messo un enorme specchio a 700.

Libia, rapiti quattro lavoratori italiani. Ehi, ma così ce li finite!

Secondo l’Intelligence, gli ostaggi sarebbero stati portati in una zona desertica. Questo circoscrive le ricerche al Sahara.

Gentiloni: “È pericoloso restare in Libia”. Ma quando lo dicono quelli sui barconi non ci crediamo.

La Farnesina si sta impegnando al massimo per rintracciare gli italiani rapiti. Sta monitorando giorno e notte il loro profilo Instagram.

I colleghi dei rapiti appendono un cartello in fabbrica: “Cercasi personale”.

* * *

Civati propone una legge per liberalizzare la cannabis. Ha scoperto che quando fuma ha le idee più chiare.

La liberalizzazione della marijuana potrebbe dare nuovo impulso all’economia. Sicuramente a quella dei kebabbari.

Salvini: “La cannabis fa male, meglio la prostituzione”. Guardando Bossi non si direbbe.

(Salvini teme gli effetti negativi della cannabis. Metti che ti parte il trip riflessivo)

Civati: “Quella sulla legalizzazione è una proposta serissima”. Poi è scoppiato a ridere.

Pullman di immigrati preso a insulti e bottigliate. Parte male la stagione dell’Inter.

Profughi a Roma, scontri fra CasaPound e la polizia. “Li massacriamo noi!” “No, li massacriamo noi!”

CasaPound è contraria alla proposta di ospitare gli immigrati nelle scuole. Non vogliono che dormano sui banchi dove per anni lo hanno fatto loro.

Ricercatori italiani creano la bicicletta senza manubrio. Dopo anni senza sellino.

Enrico Letta si dimette dal Parlamento, applausi dei colleghi. Lo prendono anche per il culo.

(Il posto di Letta verrà preso da un non eletto. Come un anno fa)

Fukushima, scoperte margherite mutanti. Ma prima di creare allarmismi ascoltiamo cosa hanno da dire.

I matrimoni gay sono legali in tutti gli Stati Uniti. Così Beautiful potrà durare altre 5000 puntate.

Intercettato il medico di Crocetta: “Rita Borsellino deve fare la fine di suo padre”. È la solita ricetta.

Sdegno delle istituzioni all’idea di eliminare Lucia Borsellino come il padre. “Dove cacchio la troviamo una 126?”.

Crocetta si difende: “Non ho sentito, ero in una zona d’ombra”. La Sicilia.

Ilva, Vendola rinviato a giudizio. Figurati se sceglieva il rito abbreviato.

Fallisce Postalmarket. Nonostante i liquidi versati.

(Postalmarket è fallito per ragioni che conosciamo tutti. Come fai a fare acquisti se le pagine sono incollate?)

Nel giro di pochi giorni muore Laura Antonelli e fallisce Postalmarket. Selen, almeno tu riguardati!

La Turchia attacca l’Isis ma bombarda anche i curdi. Unendo l’utile al dilettevole.

Lecce, senegalese muore mentre raccoglie pomodori. Peccato, cantava benissimo.

Nuovissimo F-35 abbattuto in un combattimento simulato. Da una Seat Marbella.

Donna mette il figlio down in lavatrice. Ma niente, quel cromosoma non viene via.

Montecitorio, in sei mesi spesi 126.000 euro per servizi fotografici. Per meno non si trovava nessuno disposto a fotografare Alfano.

Blitz degli animalisti a Pontida. Liberato Calderoli.

Tabaccaia uccisa ad Asti, l’assassino si chiama Folletto. A incastrarlo la totale assenza di tracce.

Roma, la metro viaggia con le porte aperte. Ah no, hanno lavato i vetri.

Ikea ritira dal mercato un mobile che ha già ucciso due bambini. Andava a ruba.

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Autori: negus, doboing, pirata21, demerzelev, caparezza17, panfilo83, luca’s jokes, virgilio natola, comagirl00, acid rain, dan11, guli1979, tispediscoadolbia, strafani, fdecollibus, luce so fusa, lughino, il mago di floz, sisivabbe, labusta, satirus, foisluca84 e goemon ishikawa.

Illustrazioni: lughino, here to avenge laika, sciscia.

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Italiani rapiti in Libia

Ogni volta che degli italiani vengono rapiti, il belpaese si divide tra chi li lascerebbe lì e chi, dopo aver saputo la cifra per il riscatto, li lascerebbe lì.

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