Il mistero del cronovisore

Questa vicenda sembra davvero superare i confini della realtà, per entrare in una dimensione dove il mistero si mescola al conosciuto, dando vita ad uno degli enigmi più affascinanti dell’ultimo secolo.

Inutile negare, che il solo pensiero di poter rivisitare gli eventi di un’epoca lontana, attraverso una sorta di televisore è un’ipotesi a dir poco intrigante; che gli eventi lontani abbiano potuto lasciare “una traccia” nell’ambiente, è un’ipotesi a dir poco suggestiva; che possa esistere uno strumento capace di vedere il passato, è un’ipotesi portentosa e fantastica insieme.

Negli ultimi anni, la parola Stargate o macchina del tempo è ricorsa molte volte, sulla bocca di scienziati, ricercatori e archeologi sperimentali, accompagnata da ricerche spasmodiche e fantascientifiche, con l’unico fine di soddisfare quell’esigenza – insita nell’uomo dagli albori della Civiltà – di conoscere il passato o il futuro.

Viaggiare nel tempo!
Il sogno di ogni essere umano: un percorso affascinante, filosofico e mistico insieme. Un’aspirazione legittima, ma di difficile realizzazione, almeno così sembrava fino a quando – al di là delle più fantastiche previsioni – Padre Pellegrino Maria Ernetti, negli anni sessanta, annunciò al mondo un’invenzione incredibile:“il Cronovisore”: un misterioso apparecchio capace di recuperare suoni ed immagini di ogni tempo!

A riprova delle sue affermazioni, Padre Ernetti dichiarò che al folle quanto rivoluzionario progetto, parteciparono – oltre a lui, 12 scienziati tra i quali: Padre Agostino Gemelli, fondatore dell’Università cattolica di Milano; un nobel giapponese; Werner von Braun, progettista dei missili tedeschi V2, e poi capo del programma spaziale statunitense; Enrico Fermi; che non riuscì a vedere la realizzazione del progetto poiché morì due anni prima; un allievo dello stesso Fermi ed altre personalità del mondo della fisica. Dodici partecipanti a quella che doveva essere la scoperta più sensazionale della Storia del genere umano! …

Inutile negare che la vicenda del “Cronovisore” presenti dei lati oscuri, che poco hanno a che fare con il dibattito relativo alla sua più o meno probabile esistenza! Almeno dal mio punto di vista! Inutile negare, infatti, che quanto accadde in un’anonima località italiana – dove si riunirono Padre Ernetti ed i dodici protagonisti della vicenda – al cospetto del fantascientifico strumento, ideato per “visionare” epoche lontane, sia veramente sconvolgente ed intrigante per tutti coloro che, come me, amano il Mistero!

Padre Pellegrino Maria Ernetti

Lo stesso Padre Ernetti, in alcune interviste rilasciate nel corso degli anni, ci descrive lo stupore provato nel veder apparire sullo schermo, di quello che fu ribattezzato “Cronovisore”, alcune scene che ritraevano Cicerone mentre declamava un’orazione; una “scena di mercato” dell’epoca traiana…nonché il sogno di tanti cristiani: l’immagine vera della Passione di Gesù Cristo! Ancora più fantastico, il fatto che i protagonisti delle varie vicende erano proprio loro “in carne ed ossa” e non attori, ripresi durante una rappresentazione scenica!

Era stata inventata una macchina, che – secondo quanto affermato da Padre Ernetti, durante il Congresso di Riva del Garda nel 1987 -riusciva a captare una particolare scia energetica visiva e sonora, lasciata dagli uomini nel corso dei secoli; questo particolare tipo di energia, una volta emessa, non si distrugge mai più, piuttosto si trasforma e vaga nell’etere!

Dunque il “Cronovisore”riusciva a percepire tale energia, che convertita in immagini tramite un apposito monitor, forniva la possibilità agli spettatori di “vedere dal vivo”, eventi di epoche lontane! Immagini in bianco e nero, provenienti dal passato e simili ad ologrammi tridimensionali. Una vera e propria trasmissione in diretta!

Dopo i primi attimi di comprensibile panico e stupore, tutto il filmato, in un’udienza privata, fu mostrato al Presidente della Repubblica dell’epoca: Giovanni Gronchi; al Papa Pio XII e ai membri dell’Accademia Pontificia. Da questo momento, ha inizio una serie di vicende talmente misteriose da rasentare quasi la realtà fantascientifica!

Come era ovvio, la scoperta suscitò un vero e proprio putiferio; da una parte i sostenitori, entusiasti della possibilità di rivedere il passato, un fatto che avrebbe sciolto finalmente, molti dubbi esistenti su tanti eventi fondamentali della Storia del Mondo; dall’altra, persone spaventate, che consideravano questa “macchina del tempo”, uno strumento pericoloso per carpire segreti e mettere a rischio la sicurezza dell’Umanità.

Dopo poco tempo dall’invenzione dello strano macchinario, – come in ogni buon thriller che si rispetti – entrarono “in ballo” anche i servizi segreti russi ed americani, con l’univoco scopo di occultare, quella che sembrava “la scoperta scientifica più sconvolgente” di tutti i tempi!

Per avere, a questo punto, una visione più chiara della situazione, – a mio parere – si dovrebbero rivisitare, anche se in modo sommario, alcuni fatti accaduti nello stesso anno nel quale fu inaugurato il Cronovisore: il 1956!

I 13 Codici di Nag- Hammadi, anche denominati “Rotoli del Mar Morto” – scoperti nella primavera del 1945, a circa 60 chilometri da Luxor – salgono agli onori della cronaca quando, nel 1956, verrà dedicata loro una prima raccolta di riproduzioni fotografiche. Il codice, che si è subito rivelato di eccezionale interesse, è quello contenente “il Vangelo secondo Tommaso”, composto da venti pagine di papiro e 114 detti. Certamente il più antico tra i Vangeli conosciuti fino ad ora. Sono riportate, in questo documento, frasi inedite di Gesù Cristo, che rendono la Sua figura un po’ diversa, da quella a noi pervenuta, attraverso la religione cattolica.

Era il 1956, quando fu pubblicata per la prima volta, dalla rivista ufologica inglese“Flying Saucers Uncensored” e poi dalla rivista “The Doubi”, la prima traduzione del“Papiro Tulli”, un papiro egiziano ritrovato in Egitto, nel 1934, nel negozio di un antiquario, dai fratelli: Alberto Tulli (allora direttore del Pontificio Museo Egizio Vaticano) e monsignor Augusto Tulli, la cui importanza è rappresentata dal fatto, che questo reperto archeologico narra di avvenimenti eccezionali, verificatisi durante il regno di Thutmosis III ( 1504 – 1450 a.C.), che a tutt’oggi non hanno trovato una spiegazione soddisfacente.

Nel 1956, un certo Plantard, depositò presso la prefettura dell’Alta Savoia, l’atto costitutivo di un’associazione chiamata Priorato di Sion. Sempre nello stesso anno, vennero alla luce nuove teorie riguardanti il “Teletrasporto”, basti pensare al libro diAlfred Bester:”The Stars My Destination”, pubblicato in 4 puntate a partire dal 1956, sulla rivista “Galaxy” diretta da Horace Gald.

Nel 1956, durante una conferenza finanziata dalla Fondazione Rockfeller, l’espressione “Intelligenza Artificiale“, viene usata e proposta ad una platea di scienziati. Questo fatto segnerà poi l’inizio delle ricerche in quel settore e la fondazione del Dipartimento di Intelligenza Artificiale, gettando anche le basi dell’attuale Scienza informatica!

Dal punto di vista storico-politico, il 1956 rappresenta l’anno della “Crisi di Suez”, che portò il mondo sull’orlo di una Guerra Mondiale senza precedenti; senza dimenticare che fu proprio in questa data, che i carri armati sovietici invasero Budapest, per reprimere con brutale violenza la rivolta del popolo ungherese, insorto contro il regime di Mosca.

Un anno, dunque, denso di avvenimenti!

Rivelazioni nuove, che rivestiranno un’estrema importanza per il futuro dell’uomo e nello stesso tempo, un periodo di grandi sconvolgimenti per quanto riguarda gli assetti politici mondiali. Visto il panorama dell’epoca, è possibile supporre che una scoperta come quella del Cronovisore potesse rivestire un interesse fondamentale e strategico, ma, altresì, mettere in gioco la Credibilità di quanto, per secoli, era stato venduto al mondo come “Verità assoluta”!

Pertanto, dopo un iniziale momento di entusiasmo, in cui si permise a Padre Ernetti di rilasciare anche interviste a vari quotidiani, il Vaticano intervenne, costringendo Ernetti al silenzio assoluto su questa vicenda, in quanto poteva rappresentare un vero e proprio “terremoto” all’interno delle Alte Sfere di potere! Il Padre, obbediente a quanto gli venne imposto, si portò dentro la tomba tutti i segreti legati al fantascientifico strumento!

Per anni, la vicenda di Padre Ernetti ed i dodici scienziati, rimase nell’oblio, fino al marzo del 2000, quando venne pubblicato un libro di Peter Grassa, che riaccese in parte i riflettori sul misterioso evento, per arrivare poi all’agosto del 2002, con il libro “bomba” pubblicato a Parigi da :“Le noveau mystere du Vatican” (il nuovo mistero del Vaticano).

La notizia è sensazionale nei suoi termini: in Vaticano, sarebbe tenuta gelosamente nascosta una macchina, capace di vedere il passato! E la macchina non sarebbe altro che il nostro Cronovisore! Il libro che si è rivelato una vera meteora nel mondo scientifico, propone documenti e date, circostanze precise e fatti, cui è difficile fare opposizione.

Nel primo capitolo del libro di Padre Brune, intitolato “Papà aiutami”, Padre Ernetti parla delle prime esperienze fatte nel laboratorio di fisica sperimentale di Padre Gemelli, aventi come obiettivo la scoperta di uno strumento atto a creare un ponte di comunicazione, tra gli esseri umani di oggi ed il mondo appartenente ad un lontanissimo passato.

Attraverso questa “macchina del tempo” fu possibile ad esempio fare ricerche su Mussolini, su Napoleone, fino ad arrivare ad avvenimenti accaduti nell’età romana! I dodici scienziati, insieme a Padre Ernetti, assistettero alla rappresentazione di alcune famose tragedie, tra le quali “Thiestes”, – opera scritta da Ennio Quinto, attorno al 170 a.C. – di cui si conoscevano solo brevi citazioni, che invece fu vista per intero. La parte più affascinante delle rappresentazioni, comunque, venne occupata dalla visione della“Passione di Gesù Cristo”.

Queste sono le parole testuali di Padre Ernetti: “Abbiamo cercato di captare la Passione, ma ci siamo subito scontrati con una difficoltà: per quanto mostruoso possa essere questo supplizio, la crocifissione a quell’epoca era frequente. Crocifissi ce ne erano molti, qual’era Gesù? Anche la corona di spine come riconoscimento non poteva aiutarci, poiché contrariamente a quel che generalmente si crede, nemmeno la corona di spine era un fatto eccezionale. Allora abbiamo cercato di risalire un po’ più in alto e siamo arrivati “all’Ultima Cena”. A partire da quel momento, l’abbiamo visto e non l’abbiamo più lasciato. Era l’anno 36 della nostra era, e queste scene sono state captate tra il 12 e il 14 gennaio del 1956.”

Il Cronovisore, avrebbe dunque anche mostrato le immagini della morte del Cristo e rivelato alcune Verità non presenti nei Vangeli. La stupefacente narrazione di Padre Ernetti, non può che suscitare stupore e perplessità, al punto da chiederci se l’ipotesi di uno strumento capace di navigare nel tempo, possa essere semplicemente considerata una “idea pazzesca”, oppure possa rappresentare un’ipotesi reale.

Inutile dire che molti scienziati e religiosi dell’Epoca, accusarono Padre Ernetti di mitomania e – come da copione – fecero in modo, che la storia del Cronovisore fosse al più presto relegata nel dimenticatoio. Si dice infatti che l’unico esemplare prodotto di tale strumento, si trovi attualmente dimenticato in qualche sotterraneo del Vaticano! Se le scoperte di Padre Ernetti fossero state autentiche, sarebbero potute diventare una bomba devastante, come abbiamo già detto, poiché avrebbero dimostrato che eventi, magari, fondamentali per la Storia e le Religioni del mondo, non avvennero in realtà mai.

Molto più semplice etichettare Padre Ernetti come un folle. Era inutile perdere tempo a contestarlo, mentre era fondamentale metterlo a tacere ed impedire così ai Media di parlarne a lungo! Ma fu veramente un uomo folle e bugiardo?…Fu veramente un monaco maledetto e delirante?…Cosa avrebbe guadagnato dalle sue rivelazioni?…Nel 1956 fu davvero possibile fare dei balzi nel passato? Secondo una pubblicazione del 1987 dello stesso Padre Ernetti, dal titolo: “Bibbia, Teologia, Magia e Scienza” fu possibile – senza ombra di dubbio – ricostruire i fatti del passato e muoversi nel tempo!

In questo proliferare di ipotesi suggestive, potrebbe essere interessante domandarci: e se uno stargate fosse già stato inventato? prima ancora del Cronovisore di padre Ernetti? Non dobbiamo dimenticare, infatti, che una simile macchina del tempo era stata già precedentemente proposta da Edoardo Rhein, nel libro: “Il miracolo delle onde”edito in Italia da Hoepli, nel 1937!

E’ recente una notizia di un importante progetto scientifico, da poco realizzato, che afferma che è stata inventata, una macchina in laboratorio, che per due minuti è tornata indietro nel tempo, seguendo i principi della relatività! Tanto per rimanere in tema è bene citare anche una teoria ufologica, che non manca di originalità, la quale ipotizza che gli “incontri ravvicinati” altro non siano che il ritorno al passato (cioè nella nostra era), di esseri umani tecnologicamente avanzati, i quali userebbero uno strumento che permette loro di viaggiare nel tempo, in grado di modificare il nostro presente e di conseguenza il loro passato…!

Teorie senza dubbio affascinanti ed intriganti, ma che non gettano lumi su quanto potrebbe realmente essere accaduto nei lontani anni 50! Un mistero che ancora oggi avvolge la collocazione di questa macchina. Padre Brune sembra non aver dubbi in proposito; nel suo libro “Misteri del Vaticano – il Cronovisore” a pagg.118 afferma “…ma ormai sapevo con certezza che c’era stato qualcosa, qualcosa di molto importante che si cercava con tutti i mezzi di nascondere al mondo”! Nascondere al mondo!!! Il nocciolo della questione, potrebbe infatti ruotare proprio intorno all’occultamento del cronovisore e soprattutto delle verità da esso rivelate o da esso ricavabili.

Mi permetto ora di fare alcune considerazioni personali: partendo dal principio che “la macchina del tempo” sia stata realmente costruita nel lontano 1956, non riesco a spiegarmi il motivo per il quale ne abbia parlato solo Padre Ernetti, mentre gli altri 12 scienziati non ne abbiano fatta menzione alcuna, nelle loro opere. Perché è stato scelto proprio Padre Ernetti per diffondere l’informazione dell’invenzione, che come era facilmente prevedibile, sarebbe stato da subito messo in silenzio dal Vaticano e non ne ha invece annunciato la scoperta, uno degli altri scienziati laici?

Dei partecipanti al progetto si conoscono solo pochi nomi, malgrado, si tenti di penetrare il muro dell’anonimato, con ogni sforzo! Se il Cronovisore esiste, chi ci assicura che sia stato smontato in ogni sua parte e nascosto in un luogo segreto e sicuro? Come mai il Vaticano non ha richiesto lo stesso silenzio a Padre Brune? Credo che per affrontare un progetto scientifico di tale livello, occorra del tempo e soprattutto dei fondi stanziati per sostenerlo, dal punto di vista economico; eppure, nel caso specifico, tutto sembra apparire improvvisamente, per opera di una misteriosa “bacchetta magica”. Anche il libro di Padre Brune, in fondo, non rivela nessun particolare esaltante, a parte la sua convinzione legata all’esistenza di questo particolare macchinario!

E’ impossibile credere che 13 scienziati di grande spessore, si siano riuniti “tanto per passare il tempo” ed abbiano fatto la scoperta più sensazionale del mondo! Chi, allora, avrebbe sovvenzionato la ricerca? Quali interessi politici, economici ed altro ancora, si nascondono dietro a tale vicenda? Perché in quel particolare momento storico? E per quale motivo se ne parla nuovamente oggi, a distanza di cinquanta anni?

Partendo dal principio che “nulla accade per caso”, ci sono senza dubbio – a parer mio – delle motivazioni nascoste, legate sia alla teoria della sua comprovata esistenza, che alla teoria totalmente contraria. E’ come se “qualcuno” che tira i fili di un certo tipo di comunicazione, abbia deciso che sia arrivato il momento, di interrogarci nuovamente su tale invenzione.

Non importa in quale maniera…non importa crederci o meno…quello che conta è divulgarne il messaggio!

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Telepatia e macchina del tempo

L’energia potenziale, quando non si manifesta come lavoro, non cessa di esistere, ha solo una forma differente, con i nostri apparati non facciamo altro che cambiarne la forma, ovvero trasformare l’energia potenziale in energia attuale, alla fine del processo si dice che l’energia è stata dissipata, in realtà è restituita all’ambiente da cui è stata prelevata.

Perciò il primo assunto di Ernetti è confermato.

Il secondo principio è che, per captare le onde, occorrono antenne, cosa ovvia, però l’unico punto in cui non è deliberatamente chiaro è su chi fa la sintonizzazione e come la fa.

Ma allora che segreto sarebbe?

Padre Ernetti sapeva bene di aver detto abbastanza per chi fosse a conoscenza di certe altre faccende, ma poiché non tutti le sanno, occorre riepilogarle.

Con il termine radioestesia si intende la sensibilità che talune persone dimostrano alle emissioni radianti, l’esempio più noto è chiamato rabdomanzia, ovvero la sensibilità di individuare sorgenti d’acqua nascoste, che talune persone dimostrano di avere; vi sono casi tanto famosi che è inutile soffermarsi su questo punto, ma oltre a questo tale sensibilità si spinge ben oltre, rendendo possibili molte altre ricerche. Sempre di più si parla di “Remote viewing” ovvero osservazione a distanza, detto così all’americana sembra un brevetto fresco fresco di qualche intraprendente multinazionale, ma in realtà trattasi di cosa vecchia quanto le più antiche tradizioni sciamaniche ed iniziatiche.

Detto questo la cosa assume un aspetto decisamente meno attraente, e sembra far parte di superstizioni da poveri selvaggi, poveri sicuramente, visto come sono stati depredati dalla cosiddetta civiltà moderna, selvaggi in quanto vivono nella selva, finché dura, ma se continua il disboscamento al ritmo attuale, anche questo termine diverrà obsoleto, o forse saremo prima obsoleti noi tutti.

Se per selvaggi intendiamo degli ignoranti, essi ignorano alcune cose che noi sappiamo, ma dovrebbe venirci il dubbio che forse essi conoscono qualcosa che noi ignoriamo.

So bene che esiste una certa diffidenza nei confronti di tutto ciò che viene dall’oriente a proposito di santoni, sciamani e guru, non sono mancati gli imbrogli e le avventure, cominciate con le migliori intenzioni, ma finite tristemente, tuttavia occorre discernimento nel cogliere ciò che di positivo è arrivato a noi occidentali, senza lasciarci distogliere da pregiudizi, e da dogmi ben radicati ma tutti da dimostrare.

La capacità telepatica di comunicare da mente a mente a qualunque distanza, di vedere nel passato e prevedere il futuro, nel senso di vedere le possibilità in base alle proiezioni del Karma, sono facoltà possedute da maestri di Yoga, sciamani neri e pellerossa, saggi cinesi e giapponesi, anche da santi della chiesa cattolica, e da iniziati sapienti come Nostradamus, ma anche da tante persone che se le ritrovano per effetto Karmico dalle precedenti esistenze, senza che facciano parte di nessuna consorteria, come per esempio il famoso dott. Rol.

I veggenti al giorno d’oggi non mancano, anzi, forse sono anche troppi, il difficile sta nel distinguere chi vede il vero da chi vede solo le proprie fantasie: alle volte le due cose sono mescolate in modo tale che uno che non sia a sua volta veggente, non ce la può fare. Solo il tempo è giustiziere dei falsi profeti, ma nell’immediato l’impresa è ardua.

Ma allora, se la visione del passato può essere attuata con le sole facoltà umane, a cosa serve il cronovisore?

Serve come ad un miope servono gli occhiali, a un cieco non servono, perché non ha gli occhi funzionanti, ma a chi li ha funzionanti in modo imperfetto, gli occhiali servono a migliorare la vista.

La psicotronica consiste nell’applicazione della tecnologia elettronica alle facoltà psichiche, per amplificarle, registrarle, riprodurle.

Una volta appreso che formando un campo energetico con bobine di Tesla si cambia dimensione, per non viaggiare a casaccio occorre stabilire dove e quando andare, l’onda contenente le coordinate tempo-spazio è formata nella mente umana, ed irradiata dal corpo astrale, e perciò captabile, registrabile ed amplificabile.

Su questa base sono stati svolti gli esperimenti alla base di Montauk.

Purtroppo fra gli autori della celebre saga pare, almeno da quanto leggo nei relativi siti internet, vi sia un certo disaccordo su chi stia facendo disinformazione, ma confrontando i contenuti con altre fonti, la base non è sbagliata, forse vi sono molte aggiunte fuorvianti, ma l’essenza è fondamentalmente corretta.

Poi troppa verità dà fastidio, mescolando anche qualche storia inventata si passa nella pseudo fiction e la faccenda viene lasciata correre, tanto pare incredibile.

Fino ad ora è l’unico modo di mettere in circolazione certe idee senza rimetterci le penne.

Anche in Russia è stata sviluppata la psicotronica, addirittura in anticipo rispetto agli Usa.

Mettendo insieme quanto abbiamo visto, sapendo creare un campo energetico adeguato, sintonizzandolo a dovere, la distanza spazio-temporale fra l’apparato ricevente e quello registratore diviene nulla, per cui sono come contemporanei ed il trasferimento di suoni ed immagini può aver luogo, se si innalza di più il livello energetico si può entrare fisicamente nel vortice, finché lo si chiama “stargate” allora è un film americano, o sono i trucchetti televisivi del simpatico Giacobbo, ma non si pensi che sia solo una fantasiosa trovata.

In realtà definire gli ufo navi spaziali è riduttivo, almeno gli esseri più evoluti non viaggiano fisicamente attraverso lo spazio, ma si trasmettono istantaneamente come un’onda telepatica, alla faccia di Einstein e della massima velocità della luce.

(Carlo Morsiani)

Intervista sull’argomento…
(Il professor Borello ci ha rilasciato in esclusiva per “La Cronaca di Mantova” questa intervista)

… Bisogna entrare un po’ in quella che è la Teoria Neutrinica di Cesare Colangeli, che purtroppo non è mai stata presa in considerazione dalla ricerca scientifica; da essa emerge, in due parole, che tutta la materia esistente è costituita essenzialmente da due particelle elementari: positrino (+) ed elettrino (-) che unendosi formano il neutrino, la particella neutra.

Queste due particelle sono le ultime, le più elementari che esistano. La registrazione consiste proprio in linee di neutrini polarizzati, cioè attivi, in quanto, costituiti da componenti di positrini ed elettrini leggermente sfasate.

Ma i ricordi di un pietra sono in qualche modo ordinati o c’è il rischio di trovare in essa una babele incomprensibile di segnali sovrapposti, considerando gli infiniti stimoli che l’hanno colpita?

Questo non accade per il fatto che i ricordi s’imprimono in successione. Un tratto di linea già registrato può essere influenzato e modificato, ma una nuova registrazione viene costituita solo dai neutrini ad essa affiancati, quindi successivi; diciamo che nel corso del tempo la catena si allunga.

Come dovrebbe essere fatto lo strumento in grado di rilevare queste tracce mnemoniche?

Si tratta di una sonda bidirezionale, collegata a complesse apparecchiature di amplificazione, con la quale si eccita un blocco di materia detto “testimonio”, prelevando in essa quanto vi è registrato.

Attualmente abbiamo notato che eccitando un testimonio istantaneamente ed alternativamente, per esempio un milione di volte al secondo, ad ogni piccola interruzione viene emanata dell’energia, che è semplice prelevare se si hanno delle apparecchiature abbastanza sensibili, ed è possibile vedere sullo schermo di un oscilloscopio le oscillazioni rappresentanti le impressioni luminose e sonore registrate dall’oggetto.

E questo siamo già in grado di farlo?

Sì; il problema al momento è solo quello di realizzare uno strumento pratico e comodo per rilevarle e decifrarle; ma è certo che queste rimanenze esistono e sono rilevabili.

Lei ha il merito di aver formulato, partendo dalla teoria di Colangeli, il principio su cui si fonda il funzionamento di tali apparecchiature…

Sì, si tratta di un principio fondamentale: quando si turba una catena di neutrini polarizzati che costituiscono la linea “di memoria”, nel momento in cui l’eccitazione finisce, essi tendono a tornare nella posizione primitiva ed è in questo scorrimento di ritorno che viene emessa l’energia da noi rilevabile.

Ci sono dei laboratori di ricerca attualmente impegnati in questo senso?

Sì, ne esistono due: uno presso la facoltà di ingegneria di Tor Vergata a Roma e l’altro presso la Dicom di Treviso.

Che tipo di sperimentazione stanno attuando?

Per il momento la sperimentazione è mirata, cioè si trova solo ciò che si cerca. Utilizzando una sonda otteniamo sempre e comunque delle risposte, ma non siamo ancora in grado di chiedere ad un oggetto che cosa “ha visto”, bensì se ha visto/sentito questo o quello, fornendo ad esso delle impressioni primitive a noi note e cercando delle conferme.

Qualche cosa da aggiungere?

Il mio unico interesse è che la teoria venga conosciuta dal maggior numero di persone possibile, fra le quali ce ne potrebbero essere alcune, non solo interessate ad essa per curiosità, ma capaci anche di dare qualche apporto allo sviluppo teorico e tecnico del progetto.

Per approfondire: http://ift.tt/1IFqiPG

Una macchina in grado di osservare gli eventi del passato che appaiono in forma olografica in un piccolo spazio cubico.

Questa la scoperta attribuita al monaco benedettino Padre Pellegrino Ernetti insieme a 12 scienziati, fra cui Enrico Fermi e Padre Agostino Gemelli fondatore dell’Università cattolica di Milano, nei primi anni ’50 del secolo scorso.

Tale notizia fu oggetto di un articolo della Domenica del Corriere.
Dalla lettura dell’intervista della Domenica del Corriere n. 18 del 2 maggio 1972, sono state estratte le seguenti risposte direttamente provenienti da Padre Ernetti:

– la macchina è formata da una serie di antenne per permettere la sintonizzazione delle singole voci ed immagini:

– la procedura di funzionamento della macchina è la stessa utilizzata dagli astronomi che, calcolando gli anni-luce, riescono a ricostruire l’aspetto di una stella spentasi da migliaia di anni;

– il sistema di funzionamento si basa sul principio di fisica, comunemente accettato, secondo il quale le onde sonore e visive, una volta emesse, non si distruggono, ma si trasformano e restano eterne ed onnipresenti intorno alla terra; quindi possono essere ricostruite, come ogni energia, in quanto esse sono energia;

– il suono e la luce sono energie;

– la luce può trasformarsi in suono e viceversa;

– Il suono, una volta emesso, inizia un processo di disgregazione in altri tipi di onde sonore che l’orecchio umano non è in grado di udire.

– Dal suono disgregato si può tornare al suono originario, così come dalla materia disgregata si può ricostruire la sua forma originaria, secondo i principi della teoria atomica.

Tutto parte dallo studio dei suoni attraverso l’analisi dell’oscillografia elettronica.

Ogni essere umano lascia dietro di sé una doppia scia, una sonora e una visiva, esse sono uniche, come sono uniche le impronte digitali.

Nell’intervista si parla anche della registrazione originale, con la macchina del tempo, di un’antica opera teatrale attribuita a Quinto Ennio dal titolo “il Thyeste” che fu rappresentata nel 169 a.c. presso il tempio di Apollo, che si trovava fra il Foro e il Circo Flaminio. In questo modo l’intera opera venne ricostruita. Tuttavia queste ultime dichiarazioni sono attribuite, dal Giornalista Vincenzo Maddaloni, ad una persona che lo accompagnava e non a Padre Ernetti che, sia pure sollecitato, non risponde.

Inoltre, Padre Ernetti, nell’intervista, considera la sua invenzione pericolosa perché potrebbe mettere in pericolo la libertà di parola, di azione e di pensiero. Infatti, dichiara che, con la sua macchina, si può captare anche il pensiero, essendo il pensiero stesso un’emissione di energia. Sarebbe quindi possibile, e questo viene considerato pericolosissimo, conoscere sia il pensiero del vicino di casa che il pensiero di un avversario.

Padre Ernetti, però, precisa che i suoi studi non hanno nulla a che vedere con la parapsicologia o con la metapsichica e, tanto meno, possono essere equiparati con gli studi che cercano di dare una spiegazione a tutto ciò che è voce, suoni o figure provenienti dall’aldilà.

Padre Ernetti fu spesso accusato di mistificazione.

Nel 1989, Don Luigi Borello pubblica il suo libro, da anni annunciato, dal titolo “Le pietre raccontano”. Nell’introduzione Teresa Pavesi attacca duramente Padre Ernetti chiamandolo “sedicente inventore”.

Lo stesso Don Borello a pag. 83 del suo libro definisce la notizia della costruzione della macchina del tempo “un’idea peregrina”.

Naturalmente la risposta di Padre Ernetti non si fa attendere. Infatti, in una lettera scritta nel novembre 1990, quattro anni prima della sua morte, il religioso ribadisce le sue lontane affermazioni con termini inequivocabili.

La macchina del tempo è una verità sacrosanta”, scrive a Don Borello, il quale parla della lettera, ricevuta da Padre Ernetti, in un’intervista rilasciata al settimanale “Chi”.

Tuttavia evita sempre di tornare sull’argomento di sua iniziativa.

Ma allora perché questo silenzio? Perché evita di rispondere su questo argomento a tutti coloro che gli chiedevano spiegazioni? Finalmente la sua ultima e definitiva presa di posizione:

“Il fatto è che non sono libero. Ho già parlato troppo. Ho avuto l’impedimento assoluto da parte dei miei superiori di dare nuove spiegazioni, di rispondere alle accuse, di riaffermare la realtà del cronovisore e dei risultati raggiunti.

Non posso neppure dire che sono i miei superiori che mi impediscono di parlare; perché, allora, la pressione dei giornalisti o dei servizi segreti stranieri si sarebbe esercitata su di loro. Io li avrei messi in pericolo. In un certo senso, le accuse mosse contro di me le ritenevano utili.

Poiché non potevo rispondere, il discredito scoraggiava poco a poco tutti i curiosi. Ed era precisamente quello che volevano, dopo la decisione di smontare l’apparecchio e di mantenere il segreto.”
Fonte: http://ift.tt/LxXNZo

Ma la macchina ha anche purtroppo delle grosse controindicazioni: infatti, se è possibile visualizzare e sentire gli avvenimenti passati, si può anche captare il pensiero delle persone, in quanto anche il pensiero stesso è una emissione di energia, quindi ricevibile, e questo consentirebbe di poter mettere a nudo anche i segreti più intimi di chiunque, e si potrà quindi per mezzo del cronovisore, sapere tutto quello che pensa il vicino, l’amico, e l’avversario.
Non esisterebbe più alcun genere di vita privata per ciascuno.
Un’altra cosa sconvolgente che potrebbe rivelare l’apparecchio cronovisivo, sarebbe il poter dimostrare che i fatti prodigiosi attribuiti a Gesù Cristo sono stati inventati di sana pianta dai suoi stessi discepoli, e che eventi fondamentali nella storia scritta e nella nascita delle religioni, come ad esempio i duemila anni del Cristianesimo, non sono mai esistiti, con inimmaginabili conseguenze a tutti i livelli, compresi quelli della sicurezza nazionale e dell’ordine pubblico. E’ per questo motivo che Padre Ernetti, pur parlando della sua invenzione ai suoi allievi di prepolifonia e ad alcune pubblicazioni come “LA DOMENICA DEL CORRIERE” ( Numero 18 del due Maggio 1972 ), e il “GIORNALE DEI MISTERI” ( numero 17 del 1972 ), la riteneva comunque talmente pericolosa da causare addirittura un eccidio dell’umanità ( a meno che essa non facesse nascere negli esseri umani una nuova morale ), e pensava che tale apparecchiatura non dovesse essere prodotta in serie e diventare così alla portata di tutti quanti, ma restasse sotto il diretto controllo delle autorità.
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