Mangiare insetti: la soluzione per cosa?

Per alcune popoli di questo pianeta è cosa normalissima come per noi mangiare i maiali o per i cinesi mangiare i cani ma perché oggi si fa tanta propaganda per incentivarne il consumo? Non condivido la conclusione di questo articolo che definisce questa pratica un disturbo comportamentale (personalmente non sono affatto tentata: non consumo nemmeno la carne) ma concordo col fatto che bisognerebbe farsi qualche domanda ..
Catherine

In questi ultimi tempi (8 agosto 2012 – NdC) si moltiplicano gli articoli che prospettano un futuro in cui sarà necessario nutrirsi di insetti.

Un problema che non esiste e una soluzione che non è una soluzione.

Ma allora perché tutto questo?

L’ultimo articolo a parlare di questa disgustosa prospettiva è quello apparso sul Corriere della Sera il 30 luglio scorso con il titolo “Alghe, insetti, carne in vitroEcco il cibo dei prossimi vent’anni“, a sua volta l’articolo fa riferimento ad un altro apparso sul sito della BBC e intitolato “Future foods: What will we be eating in 20 years’ time?“.

Ma non si tratta di una notizia estiva, di quelle date per occupare le colonne dei quotidiani in periodi di svago e futilità, per trovare un precedente non si deve andare troppo in là, basta infatti andare ad un titolo di Repubblica del 24 gennaio scorso “A tavola nel 2050 tra alghe e locuste”Così nutriremo 9 miliardi di persone“, nel sottotitolo troviamo qualcosa di preoccupante:

Dopo la rivoluzione verde per moltiplicare la produzione agricola ecco una nuova emergenza per il pianeta. Gli scienziati puntano a soluzioni insolite e la Ue ha stanziato un fondo di 3 milioni per ogni Paese europeo che usi insetti in cucina ..


E così la Ue ha stanziato dei fondi per spingerci verso l’ “entomofagia”, termine che indica appunto l’abitudine di mangiare insetti.
Ma andando a leggere l’articolo di Repubblica si trova qualcos’altro di interessante:

Cosa mangiamo oggi? Una zuppa di alghe, un bel piatto di insetti fritti o un hamburger artificiale? Potrebbero essere queste le prelibatezze offerte dal menù intorno all’anno 2050, se vogliamo sfamare i 9 miliardi e mezzo di terrestri che esisteranno intorno a quella data. Studi delle Nazioni Unite indicano che nei prossimi quarant’anni sarebbe necessario raddoppiare la produzione mondiale di cibo, per nutrire i 2 miliardi e mezzo di terrestri in più che si aggiungeranno ai 7 oggi esistenti.

Cosa?! Secondo l’articolo oggi siamo 7,5 miliardi, nel 2050 saremo 9 miliardi e per sfamare tutti sarà necessario raddoppiare la produzione mondiale di cibo?

Ma che razza di matematica è questa?

Una conferma a tali motivazioni viene anche dall’articolo del Corriere:

Il prezzo del cibo aumenta in maniera galoppante, la crescita demografica è esponenziale e l’ambiente è sempre più compromesso. Questi fattori porteranno, secondo futurologi e scienziati, a ripensare ciò che mangeremo.


Il motivo per cui dovremmo rassegnarci a mangiare insetti è l’aumento del prezzo del cibo, la crescita demografica e la tutela dell’ambiente.

Niente male come argomenti, peccato però che siano tutti falsi.

1- L’aumento dei prezzi del cibo è dovuto alla speculazione.

2- La crescita demografica è un falso problema perché la popolazione mondiale sta bruscamente frenando.

3- Le minacce all’ambiente non vengono principalmente dalla produzione di cibo, e comunque la sostituzione degli allevamenti tradizionali con quelli di insetti non cambierebbe molto la situazione.

Ma poi, le locuste non erano un flagello? E adesso la soluzione sarebbe quella di far magiare a loro i campi coltivati per poi mangiare noi le locuste? E se i campi li facessimo mangiare ai bovini?

Sembra proprio che ci troviamo di fronte all’ennesimo stratagemma messo in atto per convincere l’opinione pubblica che esiste un’emergenza “sovrappopolazione” e che se nei paesi del Terzo mondo non la smetteranno di riprodursi ci toccherà mangiare i bigattini (che poi si nutrono di carne, quindi ai vermi le bistecche e a noi i vermi…).

Ancora una volta le politiche neomalthusiane si affacciano con la propaganda da fanatici dell’Apocalisse, solo che stavolta la paura non è per l’anno 1000 ma per il 2050.

Nostro dovere è non cedere a questo tipo di persuasione: non esiste il problema, non esiste quindi neanche la soluzione proposta.

L’entomofagia è qualcosa che dobbiamo ritenere un disturbo del comportamento, e per ricordarcelo quando qualcuno verrà nuovamente a parlarci di mangiare insetti, basterà guardare una scena del Dracula diretto dal bravissimo Francis Ford Coppola:

Fonte: www.enzopennetta.it

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