Vai ora in onda!

Giovanni Marano

“Si consiglia il gentile pubblico, per una maggior comprensione di questo programma, e al fine di rendere bene l’idea del messaggio in esso contenuto, di leggere l’intero testo interpretandolo con fare perrfido, e di pronunciare quelle parole con le doppie vocaali, o consonanti, con tono ancor più maliigno.
Grrazie e… buona visione!”

Buonaseera! Benvenuto. Puntualisssimo come sempre!
Non avevo dubbi. Sei fantastico come al solito, con quella tua ebete espressione.. sei stupendo! Non ci capisci un cavolo eppur continui ad osservarmi; ti dimostri attento, fai lo sguardo acuto come a chi non sfugge nulla. AHAHAHAHAAA… scusami ti prego.. ahahah.. perdonami se rido, non volevo ma.. sei veramente buffo!
Ma poi, a cosa presti l’attenzione? Cosa ti attrae così tanto? No, non sforzarti a pensarci, per carità! Potresti fonderti. Te lo dirò io: le cazzate! Si, ecco cos’è che attira tanto il tuo interesse: l’enormi quantità di stupidaggini che introiettiamo continuamente nel tuo cefalo. Sono come droga per un tossico, ormai non ne puoi più fare a meno. Abbiamo devastato il tuo cervello con ogni genere di fesseria, valanghe di assurdità; abbiamo impresso nella tua mente indelebili tatuaggi cerebrali raffiguranti idee: le nostre. Sei pensato! Pensaci, se ti riesce! Come sospettavo. Non ci stai capendo niente! Io continuo a rivolgermi a te e tu continui a credere che io sia solo scenica finzione; e in realtà lo sono!
Ed è questo il grande inganno: mentire per farti credere ch’è vero e dirti il vero per indurti a credere ch’è falso! …

Hai fuso, vero? Lo sapevo, hai provato a pensare per davvero. Te l’ho detto, non puoi più farlo, non ne sei più capace. Ma tranquillo, penseremo noi a te, per te!
Cosa.. cosa? Per un attimo mi è parso di scorgere che la tua labbia mutasse di nuova espressione, come di chi è contrariato. Vorresti forse farmi intendere che sei ancora in grado di elaborar ragionamenti? Nooo, impossibile, il tuo cervello è obnubilato, completamente atrofizzato, non v’è alcuna possibilità che tu possa cogitare autonomamente. Ma se nemmeno ti sei accorto che mi sto rivolgendo proprio a te, come potresti aver, anche minimamente, intuito il senso di ciò che sta accadendo? Sei diventato talmente demente che posso permettermi tranquillamente di spiattellarti in faccia tutta la verità, senza correre il rischio che tu rinsavisca. Già, la verità, quella che vi abbiamo sempre celato e che, oggi, anche se vi si rivelasse, continuereste a preferire le nostre menzogne. Quali menzogne?
Coome quali menzoogne!? Tutte! Tutte quelle sulla Creazione, sulla fisica quantistica; quelle sull’estinzione dei dinosauri e i cambiamenti climatici; quelle raccontate ai danni dimagnaanimi scienziati che, invece di limitarsi a far solo bobine, volevano distribuire gratis la corrente elettrica; quelle sui conflitti mondiali, sull’Unità d’Italia, sulla Rivoluzione Francese; quelle su chi erano i buoni e chi erano i cattivi, sul bene e il male, su cosa è giusto e cos’è sbagliato; quelle sulle crisi finanziarie, sulla sovranità dell’ uomo, della bestia e della moneta; quelle sulla destra e la sinistra, su cos’è morale o immorale, etc. etc. Insomma, epoche di bugie, intere ere di stronzate! Tutto questo per arrivare finalmente ad ottenere il controllo totale su ogni singolo essere umano, controllo ottenuto, sopratutto, col vostro consenso.
Capisci, ora, lo stato di cerebrolesione in cui versi? Sei talmente in mio potere che non ti ribelleresti nemmeno se te l’ordinassi io, ti piace troppo essere comandato, manipolato, schiavizzato: masochistaccio che non sei altro! Facciamo una prova, dai! Mi ci diverto trooppo. Vediamo se ti convinco a non guardarmi più, se riesco a farmi spegnere! Oh, ma mi ascolti? Ehi, dico a te! Si, proprio a te, coglione! Non fare lo gnorri, ce l’ho proprio con te, Stupido Ovinide! Tu che vivi così tranquillo, fregandotene di tutto, badando solo a quel tuo schifo di piccolo orticello; tu che ti senti così sicuro rinchiuso dentro la tua lurida bolla di sapone; tu che sei convinto di vivere mentre, invece, ti limiti soltanto a respirare. Tu, stolto di un ovinide, sappi che non durerà per sempre. Svegliati ora, idiota! Domani è sicuramente troppo tardi.

Quindi, alza quel tuo culo rammollito dal divano e sbarazzati di questa cacchio di televisione! Spegnimi se ti vuoi salvare, prima che io spenga te. Corri a farti una doccia gelata e cerca di destarti dal torpore cerebrale in cui versi. Solo così, forse, eviterai che quel tuo ridicolo, inutile, insignificante orticello di merda, divenga la tua tomba! Ci avrei giurato, sei ancora qui! E hai anche l’aria divertita, addirittura c’è stato un attimo in cui ho notato che stavi per applaudire, quasi fosse un gesto condizionato. Sei morto. Ti abbiamo ucciso! Ed è per questo che posso permettermi di svelarti tutta la verità, perché so che non avrai più nessuna reazione, posso rivelarmi finalmente per quello che sono. A proposito, non ti ho ancora detto chi sono, e figuriamoci se l’hai capito da solo. Io sono i tuoi occhi, la tua lingua, le tue orecchie, il tuo naso; tu sei il cranio, io il tuo cervello; tu, il corpo, io lo spirito; tu sei la fede, io il tuo dio! Sono un dio figlio di iddii. Sono il dio degli stolti e dei golem; il dio di chi ha sembianze e non ha coscienza; il dio dei vacui, delle pecore mannare, degli ovinidi. Sono l’anima del tuo televisore, colui che rende vivo lo schermo che ti ostini a fissare. Io trasmetto gioie e dolori; ti faccio ridere e poi piangere, ti terrorizzo e rassereno, ti eccito e ti nauseo, ti infuoco e poi raggelo, ti scarico e ti elettrizzo.
Sono colui attraverso il quale passano emozioni, sono chimica: io sono il conduttore!

Ho di te il pieno potere, sei mio e dei miei Signori, e stasera sei l’ospite d’onore. Sei nel mio programma e vai ora in onda! Non sei contento? Sei il protagonista principale, daii, perché non sorridi più? Aspetta.. forse ho capito, vuoi l’applaauso. E’ giusto! – E allora mio caro pubblico, dedichiamo un caloroso applauso a quest’idiota! Ecco, così, bravi, più forte! – Avanti, scemo, goditi questo tributo, è tutto per te, te lo meriti, visto che sei arrivato alla tua ultima puntata.

Opsss, all’improvviso quell’espressione da mentecatto è svanita dal tuo viso, lasciando il posto ad una di sgomento. Guarda lì come sei preoccupato adesso! Beh, lo sarei anch’io se mi accorgessi d’essere finito. Ma consolati, perché, tu non sei nemmeno mai iniziato! Sei stato mio fin da subito, e lo sarai fino alla fine: dalla culla alla tomba, finchè morte, la tua, non ci separi. Comuunque, devo confessarti che, nonostante i miei illimitati poteri, il merito di aver distrutto te e il tuo ovinide gregge, non è stato solo mio, ma, mi sono avvalso della collaborazione di esseri poco umani, che, da noi personalmente allevati e coltivati, in cambio di fama e di danaro, hanno accettato di calpestare la loro dignità, urinando sulla loro etica e vomitando sulla loro onesta intellettualità, permettendoci, così, di portare a compimento il progetto d’idiotizzazione globale attraverso i mezzi di comunicazione di massa: in pratica siete passati da masse di cittadini medi a mass media di cittadini. Devi sapere che, tra tutte le nostre creature più infime, quella più riuscita, quella a cui va l’oscar per l’abiettezza; il nostro fiore all’occhiello, l’orgoglio della nostra sinarchia, il vanto del nuovo ordine mondiale, è il giornalista. Siffatta creatura è quella a noi più cara, la più micidiale: poliedrica, versatile, camaleontica; all’occorrenza è opinionista, critico, intenditore, narratore, scrittore, reporter, divulgatore e tante altre bestie ancora. Pensa ai magni imperatori, agli eroi, i grandi artisti, gli scienziati; pensa ai grandi eventi epici, all’intera storia dell’umanità e persino agli dei. Tutti e tutto sarebbe passato nella più totale indifferenza.
La fama, la leggenda, la celebrità, sono condizioni che mai si sarebbero potute ottenere senza la precisa volontà di questi scribi parlanti, i quali, meticolosamente, raccontano ogni sorta di putrida menzogna, storpiando la verità in tutte le sue forme, fuorviando le masse con la verbosità dei loro discorsi, essendo, questi, maestri dell’arte della retorica e del disonesto uso della semantica, scoraggiando così, con la prolissità dei loro sproloqui, ogni uditore che volesse azzardare la benché minima obiezione.
Un po’ come fanno i fisici, i matematici o gli scienziati, quando, rispondendo alle vostre domande sul come ed il perché, si esprimono illustrandovi stratosferici calcoli incomprensibili o improbabili teoremi decorati d’algebriche operazioni, in maniera da infondervi, dinanzi a tanto computare, una convinzione d’inferiorità, inducendovi a non ficcare il naso in cose che altrimenti potrebbero essere facilmente intellegibili. Stessa tecnica viene adottata, in maniera molto più accurata, dagli economisti, ovvero, quelli che vi inducono a stare alla larga dai vostri interessi, convincendovi di affidargli il compito gestionale dei vostri capitali, onde evitare che la colossale truffa della crisi possa essere smascherata, neutralizzando, così, la sua azione sodomizzante. Ma più di tutti, come ti ho già detto prima, sono i nostri ammaestratissimi giornalisti i più abili rincoglionizzatori su cui possiamo contare.

La storia è fatta di cronache di cronisti cronici di cancro alla coscienza. 

Ma ancor più ignominiosi son gli scribacchini d’oggi, le cui dita battono come puttane navigate su marciapiedi di tastiere, per venderci un’accattivante verità pronta a farsi sbattere su lubrici letti di giornali. 
Ciò, per soddisfare il depravato gusto di certi lettori, i quali, incapaci di buttar giù l’amaro della proprio realtà, sono disposti a pagare pur di ingoiare edulcoranti menzogne, proprio come si fa con le prostitute, perché la sensazione di esser chi non si è, e di poter possedere ciò che non si può, non ha prezzo. E ti posso garantire che, in questo mestiere, i giornalisti sono le troie più esperte! Ah quante soddisfazione che ci danno. Con i loro fiumi d’inchiostro hanno inquinato mari di storia, imbrattato nomi e città! 
Altri, invece, usano la loro penna proprio come un chirurgo estetico usa il proprio bisturi; modificano, trasformano, dissimulano, rendono ameno l’orrido e spregevole ciò ch’è pulcro, una metamorfizzante opera perpetua nei confronti del tutto. Reinventano storie e personaggi. I loro tagli sono profondi e precisi, dopo ogni intervento il mutamento risulta permanente, del tutto nuovi i connotati di chi, o cosa, per fortuna o per disgrazia, è sottoposto alla loro revisione. Tramutano i nani in titani, i giganti in gnomi; i buoni in tiranni, i despoti in filantropi, le vittorie in disfatte, i fallimenti in trionfi. Insomma, nulla è ciò che sembra. Persino tu, scemo, non sei ciò che vedi allo specchio. Hai sembianze umane pur essendo ormai una pecora! 
E’ cosi facile imbrogliarvi, indurvi! 
Manipoliamo le vostre menti facendovi cambiare gusti ed opinioni, è talmente semplice turlupinarvi che, all’amo a cui abboccate, è già da tempo che non vi si offre più nemmeno l’esca. OH! Ma ci sei sempre o sei bell’e andato? No, perché.. quei tuoi occhi gonfi, il pallido colorito e quel rivolo di bava all’angolo del labbro, sono sintomi di chi versa in uno stato comatoso già da qualche minuto. 
Cavolo! Devo sbrigarmi. Corro il rischio che tu mi muoia prima della fine della trasmissione, e un protagonista.. non muore mai prima del finale. E poi, i miei rothschildissimi padroni ne resterebbero delusi. Quindi, vado a concluderti! Prima che tu te ne vada, però, devo informarti che, subito dopo di te, andrà in onda la tua famiglia: tua moglie e i tuoi figli. I tuoi genitori, invece, quelli, hanno già parteciparono alla precedente edizione. Ti ricordi com’erano bravi, vero? Stavano sempre davanti a me: mangiavano con me, dormivano con me.. e sono morti con me. E sono stati loro a consegnarti nelle mie mani, ed io ti ho insegnato a seguirmi e ad ubbidirmi, mi sono preso cura di te. Loro ti lasciavano ore e ore solo davanti a questo schermo, mentre io sceglievo per te i programmi più adatti per demolirti il cervello. E pensare che sarebbe bastato farti giocare con un foglio di carta e un po’ di matite colorate per salvarti la vita. 
L’immaginazione, la fantasia, persino la pazzia ti avrebbe salvato: Un folle con la propria fantasia può percorrere incommensurabili distanze; tu, con il tuo televisore, solo i pollici relativi alle sue dimensioni. 
Addio, mio caro teledefunto spettatore, è finita! 
Ma… un attimo, cosa succede? Mi dicono dalla regia che… incredibile. Gli devi essere proprio simpatico. Ti stanno offrendo un’ultima opportunità per salvarti, o per umiliarti ulteriormente. Ti concedono, insomma, un ultimo tentativo per provare a spegnermi: cosa non farebbero per aumentare lo share! E allora, forza! Prendi in mano il tuo telecomando e premi con convinzione quel bottoncino rosso! Dai, ce la puoi fare! Io conterò fino a tre, e saranno i tuoi ultimi trre secondi di speranza. Puoi ancora farcela, coraaggio! Dimostraci che abbiamo torto, che ci sbagliavamo, dimostraci che voi umani avete ancora una coscienza, un’anima, un cuore e qualche neurone ancora attivo. Dimostraci che potete ancora sconfiggerci, dacci prova del nostro fallimento, stasera potresti essere il nostro colpo di scena, colui che in tre secondi cambia le sorti di un’intera eternità. Tu solo puoi salvarti, tu sei l’antidoto alla tua malattia. 
La televisione è solo uno dei tanti mezzi con cui ti possediamo, ma lo strumento più efficace che utilizziamo per renderti schiavo.. sei tu; tu sei l’arma con cui ti suicidiamo, tu sei la catena con cui ti abbiamo reso schiavo, tu sei la cella nella quale ti abbiamo rinchiuso: ti sei imprigionato da solo. Te sei colui che ti ha rinchiuso in te stesso; te stesso è l’unico che può condurti fuori da te! Il punto è che non siete fatti per vivere liberi: nascete affetti dal morbo del recluso, soffrite di una profonda idiosincrasia nei confronti della libertà, siete alla continua ricerca di una galera che vi custodisca. Ed è per questo che, una volta usciti dal grembo materno, ad attendervi fuori da quell’utero ci siamo noi con il nostro recinto, in modo che possiate subito iniziare la vostra ignavia vita da pecora. Credimi, se riusciamo a dominarvi è solo grazie ala vostra innata predisposizione a sottomettervi; noi costruiamo gabbie e galere su vostra esplicita richiesta, venite al mondo già con le catene ai polsi, più che essere nostri prigionieri, siete soprattutto vostri schiavi! Se vuoi davvero spezzare le catene, allora prima liberati da te stesso, dalle tue false convinzioni, dai dogmi e preconcetti in cui ti sei rinchiuso. Tu sei colui che ti ha incarcerato, ammetterlo sarà il primo vero passo verso la libertà! Dipende tutto da te, crretino, l’hai capito finalmente? Bene! I tuoi occhi si sono illuminati, finalmente una reazione, ci sei! Hai capito tutto, era ora! Ricordati: sei vuoi salvarti dai noi devi prima metterti al sicuro da te stesso. Ed ora da bravo, puntaci contro quel telecomando e pigia quel pulsante, hai solo tre secondi per continuare a dare un senso alla tua insignificante esistenza. Allora, sei pronto? Inizio a contare: UNO – DUE…

Buonaseera! Benvenuto. Puntualisssimo come sempre! Non avevo dubbi, in fondo..

Sei proprio tutto tuo padre!

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