Perché i vegani non mangiano il miele?

Le api sono preziosissime perché hanno un ruolo chiave nel mantenimento  dell’equilibrio del pianeta e la sopravvivenza di tutte le creature, compreso l’essere umano. Da alcuni anni si ipotizza che le nostre amiche siano in pericolo. Probabilmente non sono gli allevamenti stessi a minacciare la loro esistenza bensì l’uso smodato di alcuni pesticidi, ma vediamo perché alcune persone non consumano il miele.
Catherine


Molte persone si stupiscono quando vengono a sapere che i vegani non mangiano il miele. Solitamente la scelta vegan viene fatta per motivi principalmente etici, dunque quando un vegano scopre che anche dietro alla produzione del miele vi è sofferenza, è naturale optare per eliminare anche il miele dalla dieta.

Un aspetto che credo sia da chiarire riguarda il fatto che le api non producono il miele per noi umani, come le mucche non fanno il latte per noi e nemmeno le galline fanno le uova per noi animali umani. Ma al di là di questo, esiste anche una motivazione più forte per non usare il miele ed è legato al fatto che le api oltre ad essere sfruttate come fossero oggetti a nostra disposizione (il che non è), vengono anche sottoposte a sofferenza fisica per la produzione del LORO miele.

Ecco perché i vegani non mangiano il miele, anche se in realtà esistono diverse ragioni per cui chi ha fatto la scelta vegan non lo consuma …

I motivi non sono solo etici ma anche di tipo salutistico. A differenza di ciò che si crede, il miele è dannoso per la nostra salute, infatti il consumo di miele (ed anche della pappa reale) viene sconsigliato a chi soffre di asma o allergie e in particolare ai bambini sotto i 12 mesi in quanto il loro sistema digestivo non è compatibile con le spore batteriche potenzialmente presenti in esso e in alcuni casi può causare il botulismo infantile.

Questo è solo uno dei tanti motivi per cui non va usato il miele e per approfondire, ti invito a leggere un articolo pubblicato sul blog dell’AVA (Associazione Vegetariana Animalista).
animalvibe.org

Le api (Apis Mellifera) sono insetti con un sistema nervoso molto sviluppato e dunque provano dolore al pari degli altri animali (come dimostrato da molti studi).

Per questo chi è vegano non consuma i prodotti dell’apicoltura (miele, pappa reale, propoli, cera) dato che essa implica, al pari di ogni altro tipo di allevamento, sofferenza e morte per gli animali. Sebbene spesso sembri una forma di allevamento molto più compatibile con lo stato naturale degli animali, anche il più  attento degli apicoltori non potrà fare a meno di calpestare e uccidere un buon numero di api nel processo di verifica delle condizioni dell’alveare e di estrazione del miele.
Ma a questo va aggiunto quello che succede presso molte apiculture commerciali; spesso l’ape regina viene inseminata artificialmente (procedimento che richiede la morte del maschio; il metodo più diffuso per ottenere lo sperma, infatti, consiste nella sua decapitazione del maschio, quando la testa viene staccata, il sistema nervoso centrale riceve un impulso elettrico, che provoca eccitazione sessuale; a volte, testa e torace del maschio vengono schiacciati per provocare l’uscita dell’endofallo), e spesso viene uccisa ogni due anni per essere sostituita da una maggiormente produttiva. 
In molti casi il miele sottratto dagli alveari viene sostituito con sciroppo di zucchero e, non essendo esso l’equivalente adeguato della dieta naturale, espone le api a diverse malattie e quindi abbassa la loro durata di vita. 
Per questo motivo, allo zucchero vengono spesso aggiunti diversi antibiotici (tetraciclina, terramicina). Il miele – ovvero il “vomito” dell’ape: ingoiato il nettare, essa lo rigetta e vi aggiunge enzimi mescolandolo con le proprie secrezioni digestive; la mistura viene poi rigurgitata, per essere ulteriormente digerita da altre api – non contiene sostanze nutritive rilevanti per l’alimentazione umana. Inoltre le proprietà salutari del miele, e degli altri prodotti derivati dalle api, non sono affatto dimostrate e anzi il consumo di miele da parte di bambini con meno di un anno è sconsigliato per il pericolo di sviluppare botulismo infantile.

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