Pietre miliari

Se provassimo ad immaginare l’inimmaginabile, a concepire l’inconcepibile…

Ci si trova di fronte ad un bivio: possiamo decidere di vivere come bruti o di “seguir virtute e canoscenza”. Invero la stragrande maggioranza degli uomini è paga di soddisfare le esigenze fisiologiche, senza porsi domande di sorta, incurante dell’enigma che è la vita stessa.

Questi tempi frananti vedono l’affermazione del genere homo insipiens tutto concentrato nel qui e nell’ora, teso a trarre il maggior godimento possibile dalla situazione contingente, anche a danno degli altri, senza alcuno scrupolo. E’ la definitiva disumanizzazione che è in primo luogo rescissione dei legami naturali: in tal senso gli animali sono superiori ai sub-uomini, poiché gli animali sono ancora immersi nel flusso vitale. Invece gli uomini decaduti sono congegni, privi affatto di un mondo interiore. La tecnologia, prima di essere all’origine dello snaturamento subìto dal pianeta, quando occupa, anzi colonizza la personalità, ne causa una radicale mutazione antropologica.

Sfuggono a questa metamorfosi degenerativa, solo i contemplativi e quelli che definirei gli interrogativi. Se non troviamo almeno qualche istante nell’arco dei nostri giorni alienanti per indugiare nella contemplazione di una foglia, di una nuvola, di una stella…, significa che l’occhio interiore è del tutto cieco.

La contemplazione dà l’abbrivo all’attitudine interrogativa: lo stupore di fronte al mistero dell’esistenza e del male, alla vertiginosa complessità dell’universo colloca sull’itinerario i macigni delle domande. E’ possibile che gli spazi incommensurabili ed i tempi abissali, le dimensioni visibili e quelle invisibili siano un’accozzaglia casuale e scevra di senso o persino la più piccola particella proiettata nell’immensità dell’universo appartiene ad un disegno, ad un piano enigmatico ma sublime? ..

Che desolante è la concezione non tanto degli atei che sono disperati cercatori di un Dio nascosto e ritratto, ma degli indifferenti!

La meraviglia è – Aristotele docet – la radice del pensiero, della filosofia. Viviamo sotto l’impero tetro di una scienza che non solo non offre risposte feconde, ma soprattutto non pone più quesiti cruciali. Per fortuna si avverte un fermento in alcuni settori del sapere: qualcuno, curioso e sbigottito, protende il capo per scrutare gli orizzonti oltre gli orizzonti. Il volgo guarda costoro con aria di sufficienza. Il volgo rotola lungo la china che porta al disfacimento ed alla morte dell’anima, credendo di vivere, mentre vegeta in modo miserevole. Precipita nella Gehenna, ma pensa di ascendere all’Empireo.

Gli interrogativi provano ad inerpicarsi lungo un sentiero disseminato di grossi sassi, ma chissà… quei sassi potrebbero essere pietre miliari.

from La Crepa nel muro http://ift.tt/1GeaNOY
via IFTTT

Annunci

COMMENTA

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...