La creazione secondo Steiner

La creazione secondo gli studi e le teorie di Rudolf Steiner è un argomento esteso e articolato, e richiederebbe sicuramente un approfondimento tramite la lettura del suo libro: “Genesi – I Misteri della versione biblica della creazione”  (11 conferenze a Monaco, 16 – 26 agosto 1910). E non solo di questo.
Riporto qui alcuni stralci estratti da un articolo di Gabriele Burrini 
(giornalista e studioso di storia delle religioni), sperando di suscitare curiosità, interesse, voglia di approfondire e riflessione.
Catherine

Secondo i commenti biblici (Genesi Rabbah 3,7; 9,2) – come secondo Rudolf Steiner – ’Elohim non creò il nostro mondo dal nulla o per primo, ma creò altri mondi prima della Terra: «Prima del
nostro mondo ’Elohim fece altri mondi, ma li distrusse l’uno dopo l’altro perché di nessuno era soddisfatto».

Anche secondo la Scienza dello spirito esistettero altri mondi prima della Terra, precisamente tre: tre precedenti incarnazioni della Terra.

’Elohim. Ma chi è ’Elohim? 

Nel primo versetto del Genesi è scritto ’elôhîm, un plurale di ’elôah, che significa «dio». Non c’è dubbio che nei sei giorni della creazione abbiamo a che fare con sei manifestazioni di Dio, tuttavia questa parola non è un vero plurale, ma un pluralis majestatis, sentito in concreto come un singolare. Altrimenti se il testo avesse voluto dire «uno degli ’Elohim» ci sarebbe stato scritto ’elôah oppure, al contrario, se avesse voluto intendere questa parola come un vero plurale non ci sarebbe scritto bara’, ma barut, «crearono» (yBerakot 9,1). Per contro il senso del plurale sembra riaffiorare in un versetto successivo, quando il testo fa dire agli ’Elohim:
«Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza».
Lo spirito degli ’Elohim aleggiava sulle acque.

Agostino (De Genesi ad litteram 1,18) ricorda che in siriaco il verbo «aleggiare» esprime anche l’azione di «covare»: un calore generatore. Solo con la diminuzione del calore cominciò la solidificazione della materia (Akasha, 78) …

Tohu wa-bohu.

’Elohim aleggia sulle acque, «cova» sulle acque esprimendo la sua azione radiante.
Ma su che cosa irradia? Irradia su tohu-wa-bohu, un coacervo di aria calda e di acqua. 

Tohu wabohu (O.O. 122) è una mescolanza di calore vibrante, elemento aeriforme o gassoso e un elemento acquoso, esistenti come «comune condizione planetaria», prima della formazione dell’elemento solido: in tohu wa-bohu si presentava il sedimento dell’azione saturnia, solare e lunare 3[3]. 
Perché sono due realtà? Perché essi ripetono sul piano inferiore ciò che viveva nel cosmo come opposizione Sole # Terra-Luna. Per far comprendere l’opposizione Luce/Tenebre, Steiner
suggerisce la polarità umana fra testa e tronco: pensare e volere.

Sole – Testa – Pensare – T – verso esterno – Yang
Luna/Terra – Corpo – Volere – B – verso interno – Yin

Rudolf Steiner dà anche indicazioni sulla simbologia fonetica (euritmica) delle due consonanti T e
B di tohu wa-bohu. La T (dentale) di tohu è la forza di espansione, centrifuga, solare, che si espande verso tutti i punti dello spazio; la B (labiale) di bohu è la forza di contrazione, centripeta, lunare-terrestre. Contrazione ed espansione rappresentano la polarità terrestre quale fenomeno archetipico, originario. Questa era allora la Terra, ha’arets.

Luce e tenebre. 
Nello stesso giorno, a questa prima fase subentra il successivo periodo iperboreo (o epoca solare della Terra). Il Sole (’or) si stacca dalla Terra-Luna (chošek) e le entità solari si ritirano: la luce solare irraggia sugli Elementi – domina l’Etere della luce – comincia la gestazione invisibile dell’uomo: si enuclea come prima forma dell’Io l’anima senziente (nefeš).

Gli ’Elohim creano ricordando… 

Ma che cosa ricordano? Essi iniziano la creazione rievocando la separazione del Sole dalla Terra lunare. Luce e Tenebre rappresentano rispettivamente la spinta verso l’esterno e quella verso l’interno: una doppia immagine che ai tempi di Rudolf Steiner si traduceva in quella della gastrula, non da molto scoperta dagli embriologi (gastrulazione).
Nell’abitacolo della gastrula gli spiriti primordiali, attivi in nome del Divino, crearono il volto interno ed esterno della vita.

Tenebra Spinta verso l’interno

Luce eterica Spinta verso l’esterno

Il Genesi parte dalla ricapitolazione, dal ricordo delle fasi cosmiche di Saturno, Sole e Luna, oggettivamente concretizzate nel tohu wa-bohu, poi descrive l’animazione degli Elementi sul piano terrestre. 

Il primo gesto compiuto dagli ’Elohim per poter creare l’elemento solido, il primo giorno è la rievocazione sul piano terrestre della primordiale scissione fra Sole e Terra lunare:
questa scissione viene rivissuta da un lato come separazione di luce e tenebre, giorno e notte, e
dall’altro come polarità (Urphaenomen) fra pensare e volere, fra un polo superiore irraggiante e un
polo inferiore ricevente, presente nell’Uomo macrocosmico (OO. 122. p. 44). 
Nella Qabbalah quest’Uomo si chiama ’Adam Qadmon (vedi immagine di Ildegarda). Sarà la compresenza di questi due impulsi a fare di ciascuno di noi un cittadino di due mondi.

Chiamò la luce giorno e le tenebre notte. 

Wayechi ‛erev wayechi boqer yom ’echad.

Commenta Rudolf Steiner: «E fu il caos e fu l’armonia, primo eone». 

Secondo Rudolf Steiner yom corrisponde a un eone, un’era cosmica legata a sua volta a un’entità. Anche in latino c’è corrispondenza fra dies e deus (*DIV => DYAUS PITAR). Dopo che gli ’Elohim hanno creato la luce, pongono al loro posto il primo dei loro servitori, gli Spiriti del Tempo, le Archai, i Principati, detti anche Eoni. Ci sono le Archai della luce e le Archai delle tenebre: Yom e Layla (Lilith). Si ripete così il dramma solare, quando le entità evolutive andarono verso la luce e quelle involutive migrarono verso le tenebre. 

Dice Rudolf Steiner: «Non bisogna pensare che l’uomo sia mai stato un animale simile a quelli
che oggi si aggirano sulla Terra. I corpi degli animali di oggi non furono allora capaci di accogliere un Io e rimasero alla coscienza di gruppo dell’antica Luna. Gli ultimi esseri che quasi riuscirono a cogliere l’occasione sulla Terra, che più tardi risultarono ancora troppo deboli per dare ricetto a un’anima individuale, sono le scimmie attuali. Neppure esse furono però mai progenitori dell’uomo, ma esseri regrediti» (La saggezza dei R+C, p. 120).

Maschio e femmina li creò. Gli esseri esistenti fino alla separazione della Luna possono essere
senz’altro considerati femminili, perché ricevevano le forze fecondatrici dal Sole esterno. Dopo l’espulsione della Luna, il Sole e la Luna ormai esterni fecero sì che gli esseri si diversificassero in maschili e femminili. Non ci fu subito però la distinzione dei sessi, perché nell’epoca lemurica gli esseri umani – di consistenza ancora molle – avevano entrambi i sessi: erano maschi e femmine, bisessuali. Questo essere si autofecondava (Saggezza R+C, p. 124). Con la condensazione della materia l’essere umano dovette piegarsi alle sue leggi e si divisero i sessi: maschio = Volontà, donna = rappresentazione. Furono le forze esteriori terrestri a dare al corpo una forma determinata.
L’antica forza autofecondativa si trasforma in forza conoscitiva. Il corpo astrale resta però maschilefemminile.
L’eterico è invece maschile nella donna, femminile nell’uomo. Sul piano dell’Io c’è
uguaglianza (Cronaca Akasha, 58-67).
Nella Cronaca dell’Akasha (p. 79) Rudolf Steiner precisa che nell’epoca lemurica l’umanità si
diversificò ulteriormente: quelli che vivevano secondo lo spirito (i sovrumani) furono divisi da
quelli che erano preda delle sensazioni. Questi ultimi precipitarono nell’animalità formandosi corpi
animali antropomorfi, che si solidificarono prima dell’uomo, ma quando i loro corpi erano ancora
incapaci di incarnare lo spirito. Nelle scimmie troviamo un residuo di questa umanità primitiva
regredita; come sono regrediti nel tempo certi popoli evoluti, oggi allo stato primitivo.


«Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza»
na‛aśeh ’adam betsalmenu kidmutenu

«Facciamo», dicono gli ’Elohim: questo verbo non vuol dire «confezioniamo», ma «portiamo a
compimento o a perfezione». Che cos’è l’immagine (tselem)? È la forma architettonica, il prototipo del corpo fisico, la sua forma archetipica: Rudolf Steiner nel libro “Da Gesù a Cristo” lo chiama fantoma. Il germe del fantoma fu gradualmente elaborato dai Troni su Saturno (fisico), dagli Spiriti della saggezza (Dominazioni) sul Sole (eterico), dagli Spiriti del movimento (Virtù) sulla Luna (astrale), infine fu elaborato dagli Spiriti della forma (’Elohim, Potestà) sulla Terra (Io).

Il primo Adamo possedeva dunque un fantoma che poi si corruppe.

Il Cristo dopo il sacrificio del Golgotha risorge e manifesta lo ṣelem, il suo fantoma, il vero progetto dell’uomo. Per questo diciamo che il Cristo è secondo Adamo, come si esprime Paolo [1 Cor 15,49:« E come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra, così porteremo l’immagine (eikon) dell’uomo celeste».]. Quanto alla somiglianza, è sintomatico che la stessa radice linguistica ricorre sia nella creazione dell’uomo sia nel peccato di Lucifero, il quale dice: «Salirò nelle regioni superiori delle nubi e rassomiglierò all’Altissimo» (Isaia 14, 12-14).

L’angelo non è infatti simile a Dio, è un essere unilaterale, non un essere totale come l’uomo.
Satana cadde per gelosia verso Dio (2 Enoc 29, 4-5); in Vita di Adamo ed Eva 14-16 Satana si
ribellò perché non volle adorare l’uomo.

Le gerarchie condensarono tutti i loro poteri separati per un’opera comune. Riunirono tutte le
facoltà che avevano accumulato attraverso l’evoluzione per produrre l’uomo in ultimo luogo.
Acquisendo una coscienza unitaria, si applicarono a una creazione comune: divennero Yhwh-
’Elohim.

L’uomo che fu creato il sesto giorno era soltanto un organismo di calore sanguigno; la
condensazione più grande avvenne dopo i sei giorni quando Yhwh-’Elohim aggiunse l’aria. Si
legge infatti in Gen 2, 7: «Allora il Signore Dio (Yhwh-’Elohim) plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente». 

La Bibbia non vuol dire che Dio formò l’uomo dalla polvere, ma che «lo impregnò di influenza lunare, la quale lo fece divenire polvere».

L’uomo si condensò soprattutto dopo la seduzione luciferica, che si esercitò sull’astrale umano. OO.
122 p. 125: l’influsso luciferico condensò il corpo umano, che divenne più pesante e discese
dall’atmosfera al suolo. Anche dopo la creazione dell’uomo il Genesi riporta che «Dio vide quanto
aveva fatto ed ecco era cosa molto buona». 

Dunque il Signore giustificava anche l’inclinazione al male, la tentazione, il dolore, la morte.

La narrazione biblica dei sei giorni della creazione descrive come il sensibile è sorto dal 

sovrasensibile. Tuttavia sia la Bibbia sia la Scienza dello spirito insegnano che la creazione non
avviene di colpo, ma è un prosieguo di evoluzioni precedenti. 
Questo è un principio universale: la creazione non è un evento avvenuto una volta per tutte, ma continua sempre, si rinnova, si ripete ininterrottamente. La creazione non si è mai conclusa, anzi scandisce tutta l’evoluzione: gli archetipi della prima settimana cosmica si riflettono nei settenni delle grandi epoche terrestri e si riflettono perfino nei settenni che scandiscono la nostra vita, come insegna la pedagogia steineriana.

Bere’šit

Un’esegesi interpreta questa parola in senso strettamente semantico: ba-rešit, in principio.
Ma chi è il principio? Due realtà sono denotate nella Scrittura come principio: la Torah (Pr 8,22) e Israele («primizia dei raccolti», Ger 2,3). Si dice anche che il Santo-sia-benedetto consultò la Torah per creare il mondo. Quindi bere’šit vuole evocare la Saggezza primordiale, ovvero l’ordine dei Quattro Mondi. da cui scaturì la creazione e di cui Israele detiene il segreto. Proverbi (8,22-30) parlano di questa Saggezza dei Mondi preesistente alla creazione:

«Il Signore mi ha creato all’inizio (re’sit) della sua via, / prima di ogni sua opera, fin da allora. /
[23] Dall’eternità sono stata costituita, / fin dal principio, dagli inizi della terra. / [24] Quando non
esistevano gli abissi, io fui generata; / quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua; / [25]
prima che fossero fissate le basi dei monti, / prima delle colline, io sono stata generata. / [26]
Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi, / né le prime zolle del mondo; / [27] quando egli
fissava i cieli, io ero là; / quando tracciava un cerchio sull’abisso; / [28] quando condensava le nubi
in alto, / quando fissava le sorgenti dell’abisso; / [29] quando stabiliva al mare i suoi limiti, / sicché
le acque non ne oltrepassassero la spiaggia; / quando disponeva le fondamenta della terra, / [30]
allora io ero con lui come architetto / ed ero la sua delizia ogni giorno, / dilettandomi davanti a lui
in ogni istante»



Mauro Biglino e gli Elohim venuti dal cielo

from La Crepa nel muro http://ift.tt/1DUPsZj
via IFTTT

Annunci

COMMENTA

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...