Moderne schiavitù: i 10 Paesi nel mondo dove si sfruttano di più persone e bambini

Francesca Mancuso

La schiavitù moderna differisce da quella tradizionale. 

Quest’ultima, illegale in ciascuno dei 167 paesi esaminati nel 2014 Global Slavery Index, considera le persone al pari di una proprietà. La schiavitù moderna, definita come il possesso o il controllo di una persona privata dei propri diritti con l’intenzione di sfruttamento, esiste in ciascuna delle 167 nazioni.

In alcuni paesi, il numero di schiavi è particolarmente elevato. Cinque paesi rappresentano da soli il 61% del totale di chi vive nella moderna condizione di schiavitù, e il 70% di tutte le persone schiavizzate vive in 10 paesi. È l’India il paese che ospita il maggior numero di schiavi, oltre 14 milioni. 

Ma ecco nel dettaglio la triste top ten … 

1. India

Al secondo posto mondiale per popolazione, l’India ha il più grande numero assoluto di residenti che vivono in condizioni di schiavitù moderna. I 14,3 milioni di schiavi presenti qui sono quattro volte di più rispetto a quello della Cina, in seconda posizione. La prevalenza della schiavitù in India, come in altri paesi situati nella regione Asia-Pacifico, è in gran parte dovuta alla dipendenza dell’economia sul lavoro poco qualificato e poco costoso.

2. Cina


Qui la popolazione ridotta in schiavitù è pari a 3,2 milioni. Questa cifra elevata può essere commisurata in parte al fatto che la Cina è il paese più popoloso del mondo, con oltre 1,3 miliardi di abitanti. Tuttavia, negli Stati Uniti, il terzo paese più popoloso del mondo, poco più di 60.000 persone vivono in condizioni di schiavitù moderna, secondo la Walk Free Foundation. La rapida modernizzazione della Cina e l’urbanizzazione unita ai grandi flussi migratori nazionali sarebbe alla base della riduzione in schiavitù di molte persone, soprattutto nel settore delle costruzioni e in quello minerario.
3. Pakistan
Qui vivono in condizioni di schiavitù 2,1 milioni di persone, circa l’1% della popolazione del Pakistan. La forma più comune è la schiavitù per debiti, una tecnica spesso utilizzata dai datori di lavoro. Se i lavoratori aumentano ulteriormente i loro debiti, gli altri membri della famiglia sono spesso costretti ad aiutare il datore di lavoro gratuitamente. Secondo la Walk Free Foundation, ci sono circa 10 milioni di bambini lavoratori in Pakistan.

4. Uzbekistan

Circa il 4% di tutte le persone che vivono in Uzbekistan sono in condizioni di schiavitù moderna, quasi la più alta percentuale al mondo, con più di un milione di persone costrette a raccogliere il cotone per due mesi ogni anno. Nonostante un calo della produzione di cotone negli ultimi anni e un calo dei prezzi a livello mondiale, sia il FMI che la Banca asiatica di sviluppo prevedono una forte crescita dell’economia del Paese nel 2014 e nel 2015.
5. Russia
La Russia è uno dei cinque paesi nel mondo con più di un milione di persone che vivono come schiavi moderni, secondo la Walk Free Foundation. Tra questi lavoratori nati nei paesi dell’ex Unione Sovietica, anche le donne e i bambini che sono vittime della tratta del sesso. La fondazione è anche abbastanza critica sulla risposta del governo russo al problema, e osserva che la corruzione dilagante nell’applicazione della legge aumenta la vulnerabilità dei russi che vivono in condizioni di schiavitù moderna. 
6. Nigeria
Il paese africano ha 834.200 persone ridotte in schiavitù. La Nigeria non soffre di guerra e disordini civili nella stessa misura di altre nazioni africane. Tuttavia, il paese lotta ancora con la schiavitù moderna. Circa un abitante su 200 vive in stato di schiavitù, uno dei tassi più elevati di tutto il mondo. Il governo nigeriano è quello che meglio sta rispondendo al problema. La Nigeria è stato uno dei soli 8 paesi subsahariani, ad avere un bilancio chiaro – 11,9 milioni dollari – per il finanziamento delle risposte al traffico di esseri umani. Questo è stato anche il più grande budget regionale, che probabilmente ha aiutato il governo della Nigeria a ricevere la migliore valutazione dell’indice tra i paesi africani per la sua risposta alla schiavitù.

7. Congo

Nella Repubblica Democratica del Congo, 762.900 persone sono ridotte in schiavitù. Nonostante la forte economia, il paese è ancora tra i meno sviluppati del mondo. La RDC è stato il terreno di una guerra sanguinosa che ha coinvolto numerosi paesi africani tra il 1998 e il 2003, e che è costata milioni di vite. Vari conflitti armati continuano anche oggi. secondo la Walk Free Foundation decenni di instabilità politica e una violenta guerra civile hanno lasciato molti cittadini della Repubblica Democratica del Congo vulnerabili alla schiavitù moderna. Un altro fattore è la ricca quantità di risorse del paese, per questo si contano numerosi schiavi impiegati nell’estrazione di materie prime come diamanti, rame e oro.

8. Indonesia

Sono 714.100 le persone in schiavitù moderna. L’Indonesia è uno dei paesi più popolosi del mondo, con quasi 250 milioni di cittadini. Secondo la Walk Free Foundation, la schiavitù moderna in Indonesia è caratterizzata da lavoro forzato in ambito domestico, agricolo, e nel settore della pesca. In particolare, la relazione individua la produzione di olio di palma come problematica, affermando che è spesso prodotto da lavoratori che sono intrappolati nelle piantagioni. L’olio di palma è usato in molti prodotti americani di consumo, dal rossetto al gelato. E gran parte proviene proprio da qui.
9. Bangladesh
Sono 680.900 le persone in schiavitù moderna. Secondo la Walk Free Foundation, il crollo di una fabbrica di abbigliamento di otto piani dello scorso anno, ha ucciso più di 1.000 lavoratori. L’incidente ha evidenziato la difficile situazione dei cittadini che lavorano in ambienti pericolosi e senza tutele. 
10. Thailandia
La popolazione in stato di schiavitù moderna è pari a 475.300 unità. Come molti altri paesi della regione Asia-Pacifico – dove vivono quasi due terzi di schiavi moderni del mondo – l’economia della Thailandia si basa molto sul lavoro poco qualificato, in particolare nella pesca, e le industrie di abbigliamento. Inoltre, i lavoratori migranti provenienti da paesi limitrofi costituiscono una parte considerevole della forza lavoro della Thailandia e sono forse anche i più propensi ad accettare lavoro forzato o di sfruttamento sessuale.
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