Gli Elohim della Bibbia


Mauro Biglino

Il tema degli elohim investe direttamente la questione del “dio” che è stato inventato a partire dalla bibbia e la cui “unicità” i teologi di varia estrazione devono difendere ad ogni costo.

Quando si afferma che Elohim (plurale) indica Dio al singolare ci si scontra con l’evidenza di passi biblici nei quali nessuno può negare la pluralità.
In quei casi il monoteismo biblico dogmatico afferma che quel termine indica giudici o dèi stranieri.
Giudici in ebraico è sempre reso con SHOFeTIM o FeLILIM e in greco con KRITAI… il tentativo di tradurre il salmo 82 con giudici è un tentativo disperato di salvare ciò che non è salvabile; nella bibbia la distinzione tra elohim e adam è sempre netta e inequivocabile.
Sulla incongruità della affermazione che questi Elohim stranieri fossero semplici idoli di metallo o di pietra (gli dèi stranieri o cosiddetti pagani) ho già espresso le mie considerazioni (nel file riprodotto a fine articolo – NdC) e dunque non ci torno.

Per la questione filologica relativa al cosiddetto “plurale di astrazione” rimando al brevissimo filmato (In fondo all’articolo – NdC) cui affronto il tema in risposta alle osservazioni che vengono fatte alle mie ipotesi.

Mi limito qui a citare alcuni esempi utili a chiarire come sia la Bibbia stessa a identificare la differenza tra i “giudici”, cioè uomini che esercitano una funzione, e il gruppo degli Elohim.

In Esodo si affrontano varie situazioni di ordine giuridico e in 21,22 si afferma che il risarcimento di un certo danno deve essere effettuato “attraverso i giudici” che vengono definiti “FELILIM” (cioè coloro che esercitano un arbitrato) e in 22,8 si dice invece che in caso di furto, la causa deve andare “fino agli ELOHIM”.
La distinzione tra i due gruppi dunque è netta e gli elohim risultano molto più importanti dei giudici visto che certe cause devono arrivare “fino a” loro …

Come curiosità ‘a latere’ annoto che il risarcimento di cui si parla è relativo alla perdita del feto da parte di una donna che sia stata urtata da qualcuno e il versetto recita testualmente: “se due uomini litigano e urtano una donna incinta così da farla abortire, ma non ci sarà stato danno, si esigerà un risarcimento…”.
Ho compreso bene? Una donna abortisce e non c’è stato danno?
Non è che i copisti, nelle centinaia di errori che hanno commesso, hanno saltato un aggettivo indefinito?
Spero proprio – per i ferventi seguaci di Yahweh – che i copisti volessero scrivere “non ci sarà stato un ALTRO danno”.
In questo stesso capitolo (22,19) si dice anche che verranno uccisi tutti coloro che saranno sorpresi a sacrificare a Elohim che non siano Yahweh: anche qui non ci sono dubbi, sappiamo bene che quel popolo non faceva mai “sacrifici” a dei semplici giudici ma spesso faceva “sacrifici” a elohim stranieri.
A questi si riferiva dunque Yahweh.

Ulteriore esempio della netta distinzione tra elohim e giudici si trova in Es 18 là dove il suocero insegna a Mosè il metodo più razionale per gestire quella gente: dovrà nominare dei capi a vari livelli e essi giudicheranno e dirimeranno le cause di minore importanza mentre all’Elohim di nome Yahweh dovranno arrivare solo le questioni di ordine primario.
Nel versetto 22 Ietro afferma che i giudici umani “giudicheranno” verbo SHAFAT (il termine è ripreso anche nel versetto 26): questa è la radice ebraica che indica l’atto dell’esercitare la giustizia e ricordo che il libro dei GIUDICI ha infatti come titolo l’ebraico “SHOF(e)TIM”e non ELOHIM. Ma per gli esegeti monoteisti il vecchio e il Nuovo testamento sono stati scritti da autori che provavano il sottile piacere di usare termini al posto di altri… e per una strana casualità i termini nei loro vari usi significano però di volta in volta sempre ciò che serve ai monoteisti.

Già ho trattato questo tema in un file (qui di seguito riprodotto – NdC) ma sentivo la necessità di approfondire.

A proposito degli Elohim

“Nella nostra cultura le funzioni legislative, giudiziarie ed esecutive sono notoriamente separate e la cosiddetta “separazione dei poteri” rappresenta una delle garanzie irrinunciabili degli ordinamenti democratici.
Nel passato invece le tre funzioni erano racchiuse nella unica figura del “governante” (re, imperatore, o comunque lo si volesse definire) che le esercitava sia direttamente che tramite i funzionari da lui scelti e nominati.

Gli Elohim, colonizzatori potenti e plenipotenziari, rappresentano un modello tipico di questa concentrazione e fusione dei poteri.

Il loro modo di governare dispotico – Yahweh ne è uno degli esempi più palesi – racchiudeva in sé le funzioni suddette.

Era quindi evidente che gli Elohim fossero in origine al contempo:

– Legislatori (dettavano regole e norme in piena autonomia decisionale)

– Governanti, Ministri che curavano i molteplici aspetti del potere (facevano applicare le leggi direttamente o attraverso loro delegati, come Ietro, Mosè, ecc ecc…)

– Giudici (verificavano il rispetto delle leggi, comminavano ed eseguivano – o facevano eseguire – pene e punizioni)

Questo non implica il fatto che fossero ADAM – come devono necessariamente cercare di sostenere i teologi/ideologi monoteisti – anzi, al contrario, la Bibbia che abbiamo in casa (senza alcuna necessità di traduzioni particolari) fornisce chiaramente elementi precisi.

Vediamone alcuni:

1) Gli Elohim “fecero” gli ADAM (Genesi 1)

Ci chiediamo: se gli Elohim fossero stati “normali uomini” sarebbe stato necessario precisare questa ovvia banalità?

Non sarebbe stato ridicolo fare una affermazione simile, attribuendole una importanza fondamentale nella storia?

E’ quindi evidente che – in quanto “uomini” – la Bibbia NON ci vuole dire che siamo stati fatti da “legislatori/giudici/ministri” (che a loro volta sarebbero stati necessariamente degli uomini) ma da “altri”.

2) Gli Elohim “si unirono” con le femmine ADAM (Genesi 6)

Se fossero stati normalissimi uomini con funzioni di “legislatori/giudici/ministri”, sarebbe stato necessario precisare nuovamente una simile banalità?

Dei normali uomini con chi si sarebbero dovuti unire?

E poi perché hanno dato origine ad un gruppo particolare, quello dei “ghibborim”?

3) Gli Elohim muoiono come tutti gli ADAM (Salmo 82)

Anche qui ci domandiamo: se fossero stati normali uomini con funzioni di “legislatori/giudici/ministri”, sarebbe stato necessario ricordare una simile ovvietà?

Come avrebbe potuto essere altrimenti?

4) Yahweh aveva costantemente timore che il suo popolo si rivolgesse ad altri Elohim
(si vedano gli innumerevoli passi presenti in ogni parte della Bibbia)

Ci chiediamo: il presunto “vero dio” aveva così tanto timore di normalissimi “legislatori/giudici/ministri”, infinitamente meno potenti di lui?
La paura lo accecava al punto da uccidere spietatamente chi lo abbandonava per mettersi al servizio di uomini qualsiasi?

Gli ebrei che avevano avuto RAPPORTO COSTANTE, QUOTIDIANO, DIRETTO E PERSONALE CON YAHWEH, erano così stolidi da abbandonare il “vero potentissimo dio” per dei normali “legislatori/giudici/ministri”?
Non riesco proprio a pensarlo.

5) La Bibbia dice chiaramente che il popolo poteva scegliere tra Yahweh e altri Elohim
(Giosuè 24 e molti altri passi…)

La domanda è nuovamente ovvia: come può anche solo essere pensata una scelta tanto ridicola tra il presunto “vero dio” e dei normalissimi uomini dotati di poteri limitati?

Gli ebrei del tempo, dopo avere avuto (almeno da Abramo in poi) RAPPORTO COSTANTE, DIRETTO E PERSONALE CON YAHWEH – quello che viene presentato come il “dio vivo e operativo nella storia” – erano sprovveduti al punto da preferirgli normali “legislatori/giudici/ministri”?
Non riesco proprio a pensarlo: sarebbe stato un comportamento assolutamente incomprensibile, tipico di individui senza un minino di capacità di discernimento.

Sono portato invece a pensare che gli ebrei delle origini – liberi dai dogmi teologici che invece condizionano molte menti attuali – fossero consapevoli della situazione che stavano vivendo, e il loro comportamento costante nella storia biblica documenta come loro sapessero bene che:

1) gli Elohim non erano normali “uomini” che ricoprivano incarichi di “legislatori/giudici/ministri”;

2) gli Elohim, nelle funzioni e nei poteri esercitati, avevano le stesse prerogative e caratteristiche di Yahweh, perché appartenevano al suo stesso “gruppo”;

3) Yahweh era uno di loro e quindi costituiva solo una delle possibili opzioni di scelta;

4) gli altri Elohim erano per “lui” concreti, temibili e pericolosissimi rivali.

Questo mi pare di ricavare da ciò che leggo.

E in ogni caso aggiungo quanto segue.

Mike Heiser (scholar in the fields of biblical studies and the ancient Near East. He is the Academic Editor of Logos Bible Software. Mike earned the M.A. and Ph.D. in Hebrew Bible and Semitic Languages at the University of Wisconsin-Madison in 2004. He has earned an M.A. in Ancient History from the University of Pennsylvania (major fields: Ancient Israel and Egyptology). His main research interests are Israelite religion (especially Israel’s divine council), biblical theology, ancient Near Eastern religion, biblical & ancient Semitic languages, and ancient Jewish binitarian monotheism)

Annoto che Heiser è uno dei maggiori critici delle dottrine di Sitchin e dunque non è certo incline a facili fantasie.
Scrive:

Briefly, the אלהים of Yahweh’s council (Psa 82) are divine beings, not human rulers.
This is most obvious from the parallel passage in Psalm 89:5-8. In Psalm 82:1 the plural אלהים are called “sons of the Most High” in verse 6. Obviously, this means they are “sons of the God of Israel” since in biblical theology, Yahweh is Most High (Psa 83:18).
In Psalm 89, Yahweh’s sons are called bĕnê ʾēlı̂m. These bĕnê ʾēlı̂m are quite obviously not human since their assembly or council is explicitly said to be in the clouds / heavens (בשׁחק) not on earth. The content of Psalm 82 also easily demonstrates these are divine beings, not humans, since the plural אלהים of Psalm 82 are being judged for their corrupt administration of the nations. The Hebrew Bible never asserts that human rulers, Jew or Gentile, are in charge of the nations. Moreover, contrary to popular and scholarly assumption, no passage in the Hebrew Bible calls the human Elohìm.

In sostanza: gli Elohim non sono uomini, e l’assemblea di cui parla il salmo non si è neppure tenuta sulla terra.
Io non arrivo a fare quest’ultima affermazione ma confermo che gli Elohim sono esseri ben distinti dagli Adam, vivono molto più a lungo (LEOLAM: cioè lunga durata) ma ne condividono la natura mortale.

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