Pensieri sulla clonazione

Claudio Gregorat

Nei tempi moderni le novità, le scoperte, le innovazioni si susseguono a ritmo serrato e talvolta frenetico. L’anima umana riesce con fatica ad accorgersi appena di qualcosa di nuovo, che ecco viene subito sopraffatta da altra novità, di modo che le è difficile poter formulare un qualsiasi giudizio sulle cose: giudizio che, in ogni caso, bisognerebbe tentare di formare.

Questa esperienza produce una sorta di disagio interiore, poiché si avverte che quelle scoperte e novità, passano come al di sopra delle nostre teste di uomini: e questo fino al punto tale da non lasciarci nemmeno il tempo di soffermarci un attimo col pensiero. Si avverte come una forza che preme, preme, spinge continuamente senza sosta. E in questo movimento trova gli uomini sprovveduti e impreparati.
Dalla Scienza dello Spirito sappiamo essere tutto questo opera dello Spirito Arimanico, sempre proiettato verso il futuro, che così, avvicina terribilmente verso di noi e la nostra epoca presente, fenomeni e accadimenti che l’uomo potrebbe accogliere con piena coscienza soltanto in epoche future. Così la nostra immaturità di uomini – sopratutto morale – viene alla luce in modo gigantesco. E l’atteggiamento che ne consegue è un’accettazione passiva, un subire gli eventi quasi con rassegnazione.
L’immaturità morale dei cercatori, sperimentatori è palese in quanto, quasi per principio, l’aspetto morale è stato tenuto lontano dalla ricerca scientifica come elemento <inquinante>. Così lo scienziato-cercatore, prosegue imperterrito nelle sue ricerche, incurante delle conseguenze, spesso tragiche, dei suoi raggiungimenti. Né si accorge che, in fondo, non è lui che inventa e trova, ma sono gli Spiriti arimanici in lui, che gli suggeriscono le idee e le tecniche opportune …

L’esempio macroscopico di una tale fenomenologia, è quello della scissione atomica, che ha colto l’umanità impreparata al massimo grado. E l’esempio di Cernobyl dimostra che gli scienziati si comportano proprio come degli apprendisti stregoni, ai quali sfugge di mano quanto avevano creato con tanto accanimento incosciente. Solo facendo riferimento al Principio Mefistofelico-arimanico si può formulare un giudizio corretto sul fenomeno. 

E che il Principio Arimanico della tecnica scientifica abbia coinvolto quello Luciferico della apocalittica manifestazione di luce e calore; e quello Asurico della distruzione della vita, è palese a tutti. La radioattività è la conseguenza della spiritualizzazione della terra in seguito all’evento del Golgotha e la presenza reale del Cristo sulla terra. Ma tale spiritualizzazione dovrebbe avvenire secondo un ordine ritmico stabilito dalle Potenze Spirituali in relazione alla presenza del Cristo per i prossimi cinque millenni che vedranno in rientro della luna,entro una terra non più così mineralizzata.
Ora il Principio Arimanico anticipa fortemente e precipita in un tempo inadeguato quel fenomeno, rendendolo negativo nei suoi effetti, sopratutto per la inadeguatezza della coscienza morale.
Un altro insondabile mondo è quello dell’elettronica. nella quale, strumenti arimanici sofisticatissimi, producono effetti luciferici fascinosi e inquietanti.
E così ci troviamo ora posti di fronte ad una delle ultime scoperte, i cui inizi datano da qualche decennio. Possiamo ricordare molto bene un film con Gregory Peck ed il suo tentativo di riprodurre tanti cloni-sosia di Hitler. Ora però la problematica è esplosa in pieno, coinvolgendo la stampa, il cinema e i mass media. E sorge la domanda angosciante: che significato può avere una simile scoperta genetica che ci coglie del tutto sprovveduti e incapaci di comprenderne il senso? Sappiamo che nulla è casuale, e quindi un simile processo genetico, deve avere una radice ed una motivazione occulta molto precisa.
Come orientamento tentiamo ora di formulare alcuni pensieri direttivi, con lo scopo di poterci formare un’ immaginre adeguata del fenomeno. Ci è noto, dalla Scienza dello Spirito, che motivo fondamentale del Principio mefistofelico-arimanico è quello di rendere sensibilmente e materialmente palese ogni possibile accadimento spirituale, Il più importante e decisivo per la futura evoluzione della terra è il voler rendere sensibile il ritorno del Cristo, presentandolo in corpo fisico – quasi come una ripetizione del Mistero del Golgota – anziché in corpo eterico, secondo le esigenze dell’epoca.

E’ nota la vicenda di Krishnamurti e successivamente i tentativi che fanno capo ad Alice Bailey tutt’ora in atto.
Così, con lo scopo ora descritto vengono via via rese sensibili le possibili future conquiste animico-spirituali. Alcune sono:
– la conquista del pensare immaginativo, che viene stornata da tutte le forme dei mass-media che operano per mezzo dell’immagine. Fin dalla prima infanzia al bambino vengono propinate immagini preconfezionate che ne bloccano la fantasia immaginativa.
– il rendere banale e crassamente materiale – attraverso quegli stessi mezzi – ogni possibile riferimento mitico-leggendario-fiabesco
– bloccare un possibile raggiungimento del pensare metamorfico delle forme, che va conquistato per il tramite di lunghi e severi esercizi interiori – presentandolo già confezionato dal computer. A questo punto è opportuno rilevare la connessione fra pensiero ed elettricità che stanno alla base del “pensiero artificiale” del computer. Rudolf Steiner, nelle terza conferenza di “Natura e scopi della massoneria” del 1906, esprime questa proposizione sconcertante:
“Il pensiero umano e l’elettricità sono lo stesso essere, considerato una volta dall’interno ed un’altra dall’esterno”.

Tentiamo di orientarci un po’.

Il pensiero è luce ed è una forza, un’energia eterica illuminante. L’elettricità è luce solare condensata in energia terrestre eterica, e quindi soggetta al Principio arimanico. Quindi: luce è pensiero ed elettricità ed anche: pensiero ed elettricità sono la stessa cosa, “lo stesso essere”. Il pensiero lo si sperimenta internamente a se stessi; l’elettricità, esternamente a se stessi. Sono un unico essere con due forme di manifestazione. E così, proprio a cagione di questa identità, gli spiriti arimanici possono agevolmente agire sia nell’uno che nell’altra come nel proprio elemento. Si parla del pensare cerebrale ovviamente, legato al cervello fisico e limitato alle categorie terrestri.
– il fenomeno della ubiquità viene sminuito e reso superfluo quale raggiungimento occulto e surrogato dalla telepresenza
– nel Giardino dell’Eden vi erano due alberi: della vita e della conoscenza del bene e del male. All’uomo è stato accordato di mangiare il frutto del secondo albero. Nella “Genesi” leggiamo:
“( … ) e il Signore Iddio fece germogliare dal suolo ogni specie di alberi piacevoli d’aspetto e buoni da mangiare; e l’Albero della vita in mezzo al giardino; e l’Albero della conoscenza del bene e del male”
“Il Signore Iddio ( … ) dette all’uomo quest’ordine: ‘Tu puoi liberamente mangiare di ogni albero del giardino; ma l’Albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, poiché se tu ne mangerai, per certo morrai’ “.
“Allora il serpente disse alla donna: ‘No, voi non morrete; anzi il Signore sa che qualora ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, acquistando la conoscenza del bene e del male’ “
“Poi il Signore Iddio soggiunse: ‘Ecco, l’uomo è divenuto come uno di noi, avendo la conoscenza del bene e del male. Ora facciamo che egli non possa più stendere la mano, né cogliere ancora del frutto dell’albero della vita, per mangiarne e vivere in eterno’ “

Da alcuni decenni, la ricerca biologica attenta proprio alla vita. L’anticipazione poetica dell’ Homunculus nel Faust goethiano ha trovato largo motivo di indagine, per via della possibilità di manipolare le cellule e così intervenire sul DNA. Quindi l’uomo ha già la possibilità di accedere alla vita, di mangiare i frutti dell’Albero della Vita, Ma non disponendo di alcuna preparazione a carattere morale, anzi conducendo le ricerche con spirito assolutamente ateo e miscredente, non gode di alcuna protezione nei confronti dello Spirito arimanico che così approfitta della situazione per i suoi scopi.

A Lui servono corpi fisici non individuati, servono dei robot umani. degli ominidi, dei cyborg, così come vengono, da tempo, presentati nella letteratura fantascientifica e nel cinema. Oggi la tecnica elettronica è già in grado di sostituire a parte del sistema nervoso umano.
D’altronde Rudolf Steiner preconizzò un tempo in cui le macchine – tramite l’elettronica – potranno godere di una certa “sensibilità animale”.

Un altro tentativo di raggiungere l’immortalità fisica è sicuramente nelle intenzioni – sebbene non dette – della tecnica di trapianto di organi. In fondo, come una macchina, per via della sostituzione delle parti usurate o fuori uso, può funzionare teoricamente per sempre, così anche il corpo umano.
L’ ibernazione è anche un tentativo di protrarre la vita fisica del corpo. Tenuto “surgelato” per un numero indefinito di anni, potrebbe essere “risvegliato” alla vita in un tempo successivo.
La domanda che sorge è del tutto ovvia, meno per uno spirito materialista: ma in questi corpi fisici così manipolati, dove e come può trovare albergo un’anima umana? E “quale” anima umana?

Sappiamo della Scienza dello Spirito che soltanto le anime primitive, o comunque di basso livello morale, si aggirano nell’aura eterica della terra, desiderose di incarnarsi al più presto. Probabilmente saranno queste anime a prendere possesso di quei corpi. Ma probabilmente anche, corpi senza Io, senza spirito.
In questo si potrà realizzare quanto ancora preconizzato da Rudolf Steiner, circa un possibile intervento umano nel processo di incarnazione delle anime. Quindi accanto alla Saggezza universale delle Gerarchie nello stabilire il ritmo di incarnazione delle anime umane, si affiancherà l’ arbitrio umano. E dato il bassissimo livello morale, vi sono da attendersi risultati allarmanti, e certamente a favore del Principio Arimanico.

Qui si inserisce molto bene la tecnica della clonazione, in grado di fornire corpi ad anime chiamate sulla terra da volontà umana. La domanda angosciosa è sempre la medesima: quali anime potranno albergare in quei corpi; è quale potrebbe essere di destino degli IO? saranno anch’essi richiamati entro quei corpi, oppure questi ultimi dovranno vivere senza IO? quindi uomini senza IO, senza spirito?
– un’importantissima e vitale esperienza spirituale è quella del doppio sia arimanico che luciferico. E una condizione vitale che coinvolgerà in pieno l’uomo slavo della futura epoca di cultura a partire dal quarto millennio. Già da circa un secolo l’incontro col proprio doppio-sosia è stato descritto nella letteratura dell’800; e oggi si fa sentire sempre più la sua pressione occulta, non sospettata e quindi non riconosciuta dalle discipline psicologiche che avrebbero il compito di indagarne la presenza ed azione. Anche qui il fenomeno passa al di sopra delle teste degli uomini che continuano a far finta di nulla. Ma quando, in futuro, l’esperienza del doppio-sosia sarà un fenomeno collettivo, la psicologia dovrà correre ai ripari. Ma siccome è negatrice dello spirito la riterrà un’allucinazione da curarsi con psicofarmaci: e tutto finisce lì.

Ma il gioco potrebbe essere molto più sottile: far trovare sensibilmente accanto agli uomini il loro sosia, e tagliare così ancora una volta, i ponti con lo spirituale ed isolare da esso l’uomo. A questo scopo, la clonazione si presta in modo egregio. Per via di un indottrinamento opportuno, verrà inculcato nelle coscienze degli uomini il “concetto del sosia” che ogni uomo possiede, e quindi farlo accettare come “compagno visibile e sensibile”, chiudendo il varco alla reale esperienza spirituale del doppio. Avendo accettato il doppio sensibile, sarà scansata in ogni modo una reale esperienza superiore ritenendola indebita.

Questa conclusione è senza dubbio una nostra “ipotesi”, concepita sul “possibile-eventuale-probabile”, la quale però, scaturisce da una osservazione condotta sulla forma e direzione che ha preso certa ricerca scientifica in biologia. E così, per quanto “gratuita”, potrebbe benissimo trovare attuazione secondo gli intendimenti e scopi del Principio Arimanico per il futuro della terra. La cosa importante è lo sforzo per capire il sintomo, in modo che non ci passi sopra la testa a nostra insaputa ancora una volta.

Già nel dicembre 1923, Rudolf Steiner faceva questa straordinaria asserzione:
“( … ) Colui che vive nella realtà e non nelle idee, deve riconoscere in maniera particolare la realtà del tempo. Però è difficile suscitare comprensione per il tempo quale realtà  ( … ) Sì, la storia ora cammina così in fretta, che veramente si ha l’impressione che se oggi qualcuno sostiene le cose nella stessa maniera del 1919, è rimasto indietro di secoli!”.

Sono passati più di settant’anni da allora. Dobbiamo così aprire la mente e l’anima a tutte le possibili metamorfosi che gli eventi e le idee possono avere entro la realtà del tempo che in questi ultimi anni stiamo vivendo.
La confusione di idee ed il caos sono giunti al punto tale da poter accogliere qualsiasi dottrina benché folle e strampalata. Ad esempio, si affaccia alla ribalta un individuo, certo Rael che fonda una setta – “raeliani” – per annunciare al mondo, in tono profetico, che l’umanità non si è formata sulla terra secondo le descrizioni e testimonianze della Bibbia, ma per la venuta di Esseri extraterrestri dallo spazio, su di un’ astronave e la cui riproduzione è avvenuta esclusivamente per mezzo di clonazione.

(nella foto: Claude Vorilhon, rinominatosi Rael nel 1973)
L’umanità futura verrà riprodotta con questo sistema per cui è promessa la “vita fisica eterna”. Ogni individuo verrà clonato infinite volte e raggiungerà l’immortalità fisica.
In questa proposta – per ora di scarso rilievo – sono nascoste profonde verità:
– a – l’uomo non deriva certamente dalla terra, ma da sfere superiori: periodicamente si incarna sulla terra secondo ritmi evolutivi superiori. Il Principio Arimanico-Asurico trasforma e contrae l’evento in senso materialistico, in modo da tagliare definitivamente ogni rapporto-ricordo con il mondo dello spirito
– b – l’uomo è certamente immortale, ma non col corpo fisico. Il tentativo è di capovolgere il processo e rendere immortale il principio materiale. Su Giove, la Scienza dello Spirito Antroposofica, informa sulla futura condizione del pianeta in forma spirituale-eterica, ma col gravame di un satellite fisico-minerale rimasto indietro: portatore di azioni malvage in contrasto con la regolare evoluzione.
Si può ora ben immaginare come una cultura che si nutre di pochi miseri e grossolani concetti e principi, non possa dotare gli individui di mezzi di protezione conoscitivi, di concreto pensiero, per poter far fronte a simili contraffazioni della realtà dello spirito.

Il dibattito sulla clonazione applicata all’uomo si pone oggi in maniera molto complessa, come complessi sono sostanzialmente il pensiero ed i modelli culturali che ci coinvolgono. È possibile riferire la clonazione a due dimensioni distinte e contrapposte, ma appartenenti a due “linguaggi” mossi da logiche, metodi e regole tra di loro molto diversi: da un lato vi è la dimensione scientifica, entro cui vanno considerati gli assertori della inarrestabilità della ricerca scientifica e della sperimentazione avanzata, soprattutto nel campo della genetica, che stanno facendo realizzare il progetto genoma che ha consentito la lettura del Dna e che adesso mira alla sua decifrazione e la manipolazione genetica ai vari livelli e con interessi da parte dei ricercatori molto diversi tra di loro. Da un altro lato vi è la dimensione etica, in forte ripresa nella speculazione filosofica di oggi, entro cui spiccano, pur non essendo i soli, le problematiche etiche e morali, dalla bioetica all’agire comunicativo e dalla ricerca della qualità e del senso della vita ai progetti riferiti all’eugenismo o all’eutanasia, che proprio la ricerca scientifica e tecnologica e le teorie della comunicazione e dell’informazione, con le loro “derive” o incontrollate impennate e spinte in avanti “senza valori”, hanno determinato.

Al di là di ogni possibile suggestione richiamata dal termine o di ogni enfasi, va preliminarmente chiarito che, nel suo significato scientifico, la clonazione sta a significare una riproduzione di esseri viventi che si realizza in forma asessuale e agamica, nel senso che l’atto riproduttivo che ad essa è riferito non richiede una coppia generante per cui non c’è più bisogno dell’incontro tra il gamete maschile (spermatozoi ) e quello femminile(uova). Nel meccanismo della clonazione la fecondazione viene sostituita dalla «fusione di un nucleo prelevato da una cellula somatica, dell’individuo che si vuole clonare, o della cellula somatica stessa, con un ovocita denucleato, privato cioè del genoma di origine materna. Poiché il nucleo della cellula somatica porta tutto il patrimonio genetico, l’individuo ottenuto possiede — salvo alterazioni possibili — l’identità genetica del donatore del nucleo. È questa essenziale corrispondenza genetica con il donatore che induce nel nuovo individuo la replica somatica o copia del donatore stesso».

Questa procedura, applicata fino ad oggi a molti vegetali e a mammiferi – si pensi alla clonazione della famosa pecora scozzese Dolly nel 1997, è diversa dalle tecniche di fecondazione artificiale finora praticate e soltanto impropriamente può essere accomunata alla scissione gemellare artificiale (splitting). Con la clonazione si producono individui biologicamente uguali all’individuo che ha fornito il patrimonio genetico nucleare tratto da una cellula del proprio organismo e non più dall’incontro di gameti di individui eterosessuali. Le conseguenze di tale progetto sono ancora sfumate ed indefinite: si pensi a cosa potranno significare per la ricerca futura concetti o modelli come “autoclonazione” o “incrocio di diversi codici genetici” o “clonazione terapeutica”. E si pensi anche a quali paradossi si potrebbe arrivare: da uno stesso individuo si potrebbero avere più cloni, anche in tempi diversi e successivi alla sua morte, il che vorrà anche dire che l’autoclonazione offrirebbe la possibilità di avere individui-cloni che, oltre ad essere figli del donatore sarebbero anche suoi gemelli “posticipati” !

Ma, per adesso, la clonazione non significa ancora la sostituzione di un metodo riproduttivo per accoppiamento o sessuale con un altro che fa a meno della coppia che pure trova riscontri in natura, sebbene tra organismi semplici e le piante.

Secondo Maurizio Zuccotti, docente presso l’Università di Parma, oggi, la ricerca sulla clonazione si orienta su questi tre itinerari: «la clonazione terapeutica di cellule embrionali , ricavate dagli embrioni in soprannumero prodotti per la fecondazione assistita. La clonazione terapeutica di cellule già differenziate, prelevando il Dna di queste ultime…l’uso di cellule staminali», che sono cellule non differenziate e totipotenti, capaci, cioè, di autoreplicarsi e generare cellule differenziate Queste ricerche perseguono finalità terapeutiche: l’obiettivo della clonazione, osserva M. Zuccotti , «non è certo produrre copie di uomini in laboratorio, ma studiare meccanismi cellulari che ci aiutino a capire meglio come si sviluppano certe malattie o a ottenere tessuti e organi da trapiantare».

Ma chi può dire che l’uomo conterrà la ricerca entro questi confini e che non si possa spingere oltre, in assenza di forti vincoli etici, sotto l’effetto dei suoi sogni di onnipotenza o a causa della sua sete di conoscenza unita alla sua imperizia da novello “apprendista Stregone” ?
Articolo completo: www.edscuola.it

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